Guarda TR24 Canale 11, il network all news del territorio

REDAZIONE


RAVENNA: Amministrative, il cdx si spacca, Forza Italia respinge Donati e punta su Ancarani Politica

RAVENNA: Amministrative, il cdx si spacca, Forza Italia respinge Donati e punta su Ancarani

In vista delle amministrative, a Ravenna il centrodestra si spacca. Dopo la candidatura di Donati lanciata da Lega e Fratelli d'Italia, ecco la nota ufficiale di Forza Italia.  Riceviamo e pubblichiamo: “Dispiace che gli amici di Lega e Fratelli d’Italia abbiamo annunciato oggi, in una precipitosa conferenza stampa, la candidatura dell’albergatore Filippo Donati a sindaco di Ravenna. È un imprenditore certamente capace nel proprio ambito professionale, ma riteniamo non abbia purtroppo la forza politica necessaria e sufficiente per contrastare fino in fondo questa amministrazione rosso porpora. Qui occorre un “combattente” politico, alternativo in maniera vigorosa e decisa ad un sistema che non può continuare a perpetuare se stesso. L’opposizione deve essere a 360 gradi. Ravenna, per sua alta importanza strategica, rientra peraltro, di fatto, nella lista delle città attenzionate dall’accordo nazionale tra i partiti  e confidiamo, dunque, che il principio di unità che contraddistingue da sempre la coalizione di centrodestra venga preservato anche in questa occasione, senza compromessi al ribasso di dubbia efficacia e portata elettorale. Forza Italia ha allo stato il proprio candidato, l’avvocato Alberto Ancarani, neo responsabile regionale dell’organizzazione politica del Movimento Azzurro. Siamo certi che per capacità ed esperienza amministrativa, sia la figura giusta per contrastare lo strapotere delle sinistre che hanno messo da troppi anni Ravenna sotto una campana di vetro, occupando gramscianamente ogni spazio politico . Dopo la tragedia della pandemia c’è bisogno di un forte rilancio, di competenza e soprattutto di visione per una città dal respiro europeo. Gli elettori ravennati hanno bisogno di riconoscersi in un politico che abbia alle spalle un percorso di specchiata coerenza politica e affidabilità. Forza Italia non intende deluderli" Sen. Enrico Aimi - Coordinatore Regionale Emilia-Romagna


RAVENNA: Frode fiscale, la GdF sequestra beni per 200mila euro Cronaca

RAVENNA: Frode fiscale, la GdF sequestra beni per 200mila euro

La Guardia di Finanza di Ravenna ha eseguito un sequestro preventivo di beni, disposto dal Gip del Tribunale, per oltre 200mila euro nei confronti di tre società lughesi del settore del trattamento e della zincatura dei metalli e di cinque persone, prestanome e reali amministratori di fatto delle aziende coinvolte. La misura è scattata nell’ambito di un’indagine nata da una verifica fiscale della Tenenza di Lugo che ha fatto luce sulle modalità di una contestata frode fiscale tra il 2012 e il 2017 delle tre aziende in questione con un’evasione stimata in oltre 340mila euro. I militari hanno sequestrato tre immobili di proprietà degli indagati, distribuiti tra le province di Ravenna, Rovigo e Treviso, per un valore complessivo di oltre 236mila euro


RAVENNA: Figlio di Salvini su moto d'acqua, poliziotti archiviati Attualità

RAVENNA: Figlio di Salvini su moto d'acqua, poliziotti archiviati

Archiviazione perché i fatti non sussistono per i tre poliziotti, appartenenti alla scorta di Matteo Salvini, indagati perché cercarono di impedire al giornalista di 'Repubblica', Valerio Lo Muzio di riprendere il figlio dell'allora ministro dell'Interno su una moto d'acqua della polizia a Milano Marittima, nel Ravennate. Il fatto risale al 30 luglio 2019. La Procura aveva chiesto l'archiviazione per peculato d'uso della moto d'acqua e per violenza privata sul giornalista, in questo caso per tenuità del fatto, mentre il Gip di Ravenna Corrado Schiaretti ha optato per una formula piena. Da parte dei poliziotti della scorta di Matteo Salvini ci fu "una pressante, anche irrequieta e magari perfino irritante richiesta di 'collaborazione' (in realtà di comprensione per la loro scomoda posizione)". Ma la loro condotta non fu violenta e di conseguenza non integra un reato. E' la conclusione del Gip del tribunale di Ravenna Corrado Schiaretti che ha archiviato la posizione dei tre agenti, definendo la loro richiesta di non riprendere il figlio di Matteo Salvini, all'epoca ministro dell'Interno, su una moto d'acqua della Polizia di Stato, "non illegittima, legittimamente respinta dal reporter". "Ciò che hanno effettivamente fatto gli indagati, e che ha sospeso l'attività del videomaker, è stato legittimo - si legge nell'ordinanza di archiviazione - ovvero controllare i documenti di Lo Muzio (il giornalista di Repubblica, ndr) che tuttavia, subito dopo, ha potuto continuare a effettuare le sue riprese". "Cosi come il giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio "aveva il diritto di collocarsi sulla spiaggia nel punto più favorevole per effettuare le riprese, anche gli altri protagonisti della vicenda avevano il diritto di farlo, magari anche per l'opposto scopo di impedirgli di riprendere parte o tutto quanto stava accadendo". E' quanto osserva il Gip di Ravenna Corrado Schiaretti nell'ordinanza di archiviazione per i tre agenti della scorta di Matteo Salvini, indagati per violenza privata e peculato d'uso della moto d'acqua della Polizia su cui salì, nell'estate 2019, il figlio dell'allora ministro dell'Interno nel mare davanti al Papeete Beach di Milano Marittima. Per il giudice, peraltro, "dalla competizione" è "uscito vincente il giornalista". A giudicare dai risultati, infatti "Lo Muzio ha operato in modo eccellente, perché se voleva documentare che il figlio del Ministro dell'Interno era salito su una moto d'acqua della Polizia di Stato e aveva ottenuto da un poliziotto una esposizione sul suo funzionamento, effettuando anche qualche minuto di navigazione, ha raggiunto egregiamente il proprio obiettivo professionale. E le immagini acquisite ne sono evidente testimonianza". "Frapporsi alle riprese di un operatore, per impedirgli, con il proprio corpo o anche con l'azione delle mani davanti all'obiettivo, di raccogliere immagini, può essere considerato atto corretto o scorretto, opportuno o non opportuno, ma certamente non è un atto violento, posto che la violenza richiede l'esercizio di una forza fisica o di una anche minima coercizione morale, ma non interessa l'abilita motoria". E' il concetto sottolineato dal gip del tribunale di Ravenna nell'archiviazione per i tre agenti della scorta che cercarono di impedire a un giornalista di riprendere il figlio dell'allora ministro Matteo Salvini su una moto d'acqua della Polizia. Il contesto della scena, sottolinea il Gip, non fu minaccioso. I due agenti che si rivolsero al giornalista "non hanno tenuto condotte passibili di suscitare simpatie, erano certamente nervosi (non è dato comprendere se un po' indispettiti per le riprese o per gli atteggiamenti del tutelato), ma deve escludersi che le frasi 'scusa un attimo o l'abbassi o t'a levamo' (con tono non scherzoso o canzonatorio, ma certamente con espressione dialettale cantilenata e poco incisiva) e 'adesso sappiamo anche dove abiti"' (di cui non vi è traccia audio), in quanto provenienti da personale della Polizia di Stato impegnato in un non semplice servizio, possa configurare una minaccia di un male futuro e ingiusto".


LUGO: Unione dei Comuni, ripartono le visite ai centri anziani e disabili Attualità

LUGO: Unione dei Comuni, ripartono le visite ai centri anziani e disabili

Tenuto   conto   dell'andamento   epidemiologico   delle   ultime   settimane   e   con   il sopraggiungere della bella stagione, le strutture accreditate per anziani e disabili nel territorio della Bassa Romagna riavvieranno già dalla prossima settimana, là dove erano state temporaneamente sospese, le visite ai familiari e parenti. L'obiettivo è quello di riuscire a rinsaldare quelle relazioni che le distanze fisiche hanno messo in crisi in questi mesi tra anziani, disabili, ricoverati e i loro cari. Ogni struttura ha adottato in questi mesi modalità diverse per venire incontro al bisogno di relazione tra le persone ricoverate e i loro familiari, da troppo tempo messe in difficoltà dalle regole di contenimento della pandemia. Continueranno, previo appuntamento, le visite filtrate dalle vetrate che permettono un contatto visivo e un dialogo tra la persona e il visitatore, le pareti degli abbracci, che, con soluzioni tecniche protettive, hanno permesso di ridurre le distanze anche fisiche imposte dal distanziamento. Riprenderanno invece, in base al tempo e dove possibile, le visite in giardino o negli appositi spazi individuati dai singoli gestori. Le visite continueranno a realizzarsi nel rispetto delle condizioni di sicurezza sanitaria, già da tempo adottate dai servizi sulla base di quanto stabilito con l'Ausl. "Sappiamo quanto i nostri anziani e i loro familiari abbiano sofferto in questi mesi in cui non hanno potuto vedersi in presenza - ha dichiarato il sindaco Luca Piovaccari, referente per le Politiche socio-sanitarie dell'Unione -. Purtroppo l'aggravarsi dei contagi e lo sviluppo di diversi focolai all'interno delle strutture hanno imposto questi limitazioni. Speriamo davvero che questa graduale riapertura delle visite sia solo un primo passo in attesa   di   nuove   disposizioni   che   permettano   di   proseguire   verso   una   completa riattivazione di tutti nostri servizi, a partire dai centri diurni".


BOLOGNA: Sequestro di persona e riduzione in schiavitù, in manette un'intera famiglia Cronaca

BOLOGNA: Sequestro di persona e riduzione in schiavitù, in manette un'intera famiglia

Il padre romeno di 36 anni, la madre sua coetanea kosovara, entrambi i figli nati a Bologna, uno di 22 anni e l’altro ventenne. Un intero nucleo familiare destinatario di 4 custodie cautelari in carcere eseguite dalla Polizia di Stato. Le accuse sono sequestro di persona e riduzione in schiavitù, reati aggravati dal fine di ridurre la persona alla prostituzione e all’accattonaggio. Vittima una ragazza serba di 22 anni, che ha conosciuto il figlio più piccolo su Facebook si è innamorata di lui e la raggiunto lo scorso 20 gennaio di nascosto dai genitori, dopo aver ricevuto da lui 400 euro per il viaggio, attirata in Italia sotto la falsa promessa di matrimonio.


FORLI': Sfregia un'auto, denunciata 76enne Cronaca

FORLI': Sfregia un'auto, denunciata 76enne

Una 76enne è stata denunciata per danneggiamento aggravato. La donna avrebbe sfregiato l’autovettura in sosta sulla strada di proprietà di una condomina. Quest’ultima, recatasi in Questura per sporgere denuncia e segnalando che l’episodio era il secondo in ordine di tempo, ha stimolato le indagini della polizia che attraverso l’acquisizione di immagini prelevate da un impianto di videosorveglianza privata, è riuscita a ricostruire la scena e individuare l’autrice. La stessa, pur essendo travisata dalla mascherina, è stata chiaramente riconosciuta dalla vittima, e pertanto è stata deferita alla magistratura per il danneggiamento aggravato. La vittima si è mostrata sorpresa della scoperta, poiché non ricordava particolari dissapori che potessero motivare questo gesto, forse da ricondurre a problematiche personali dell’anziana. Gli accertamenti sono stati compiuti dalle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura.