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REDAZIONE BOLOGNA





BASKET: La Virtus vuole allungare in Gara2 con Trieste | VIDEO Sport

BASKET: La Virtus vuole allungare in Gara2 con Trieste | VIDEO

E' una sera importante, forse la più importante. Dopo la goleada di martedì la Virtus deve confermare la differenza fra lei e Trieste, segnare il 2 a 0 che significherebbe andare con la mente leggera in casa altrui, tenendo nel fodero tre match point, quando basterebbe tirarne uno fuori al momento giusto, fosse anche alla quinta in casa, per tornare in serie A. E' il momento della verità dunque. Quello in cui serve mostrare la maturità di non illudersi dopo aver banchettato agilmente nella prima. Senza farsi distrarre dalle voci triestine, che ufficialmente mettono in dubbio la presenza di Javonte Green per un problema muscolare accusato nell'ultimo allenamento. Sarebbe un colpo durissimo per Dalmasson, che però s'aspetta comunque una reazione dai suoi, per non correre il rischio di accorciare la serie finale. Non ci saranno problemi invece per Spissu, la caviglia che gli ha dato fastidio e l'ha fatto uscire zoppicando da gara1, non lo toglierà da questo secondo giro. Spinta dal suo pubblico, la Virtus si esibirà sotto gli occhi di Ettore Messina, il ct che dovrà salutare la Nazionale dopo l'Europeo per dedicarsi solo agli Spurs in Nba, e intanto ha annunciato la sua presenza a Piazza Azzarita. Clima d'altri tempi e grande fiducia, ma occhio all'orgoglio triestino, da non sottovalutare se la chiave dev'essere metterci più energia dei rivali. Alla prima la voglia di Umeh e Lawson, la guardia di Ndoja su Da Ros, la regia di Spissu e Gentile, la difesa di Spizzichini e Bruttini ha mandato fuori giri l'Alma. Ripetersi equivarrebbe a portarsi a un passo dall'impresa. La Bologna bianconera continua il suo sogno a occhi aperti. 


BASKET: La Virtus si gioca la promozione con Trieste | VIDEO Sport

BASKET: La Virtus si gioca la promozione con Trieste | VIDEO

Il PalaDozza sarà un muro nero, come da dress code e hashtag social, all in black. Una manciata di bianco. E la voglia di riscrivere un pezzo di storia, di togliere il sale amaro a quella lacrima triste, scesa 13 mesi fa a Reggio Emilia. Rendendola dolce di gioia. La misisone verso la serie A comincia al PalaDozza da gara1, sfidando col peso del talento e dell'esperienza, oltre che del blasone che qualcosa può contare in certe serate e in certe annate, i balzi irreali di Green e Parks e tutta la voglia di Trieste, che non vuol essere da meno. Si parte, dopo tanta attesa e una voglia matta di giocarsi queste cinque gare che valgono una vita, anche se poi la Segafredo una via l'ha tracciata per il futuro, comunque vada a finire. Ma quel centimetro che può separare vittoria e sconfitta fa sempre, comunque la differenza. E allora Ramagli, costruttore di un gruppo fantastico, mette la pagina di storia pronta a essere vergata nelle mani di Gentile e Spissu. La affida al carattere di Ndoja, al talento di Umeh e Lawson, alla solidità di Rosselli e alla varia, e per nulla banale utilità di tutti gli altri. Partire bene dev'essere un must contro un avversario che ha perso in casa sua solo alla prima giornata di regular season, e poi ne ha messi in fila 22 di successi sul proprio parquet. Ma la Virtus ha dimostrato di poter essere più forte dei suoi passi falsi interni, e la sensazione è che ogni momento di questa serie sarà decisivo, non per forza quello iniziale. Intanto, come nel secondo tempo della Coppa Italia, servirà controllare i ritmi, evitare di scatenare la furia in contropiede e a rimbalzo dei saltatori di Dalmasson. Poi, conterà verificare se la sosta abbia dato più energie o interrotto qualcosa a livello mentale, anche se è difficile pensare a cali di tensione. Dopo una stagione infinita, un passione tornata più avvolgente di prima e una svolta societaria, dopo vittorie in serie e la dimostrazione di una grande solidità, i bianconeri sono pronti a dare tutto per quest'ultimo, piccolo e gigante passo finale. Tutto esaurito, la voglia di far festa, la consapevolezza di dover soffrire per arrivare in fondo. Buon viaggio Virtus.