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RAVENNA: Omicidio Ilenia, l'ex marito rinuncia all'eredità a favore della figlia | VIDEO Cronaca

RAVENNA: Omicidio Ilenia, l'ex marito rinuncia all'eredità a favore della figlia | VIDEO

L’ex marito di Ilenia Fabbri, accusato di essere il mandante dell’uccisione della donna avvenuta lo scorso 6 febbraio a Faenza, ha rinunciato all’eredità di lei a favore della figlia. L’uomo si trova al momento in carcere.   Ha ricevuto l’atto di successione in carcere a Ravenna dove si trova con l’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio della ex moglie Ilenia Fabbri, uccisa lo scorso 6 febbraio da un sicario nella sua abitazione di Faenza. Il 53enne Claudio Nanni ha però deciso di rinunciare all’eredità della donna a favore della figlia della coppia. A riportare la notizia è la stampa locale. Per la difesa del meccanico faentino, non si tratta di una tattica processuale, ma della volontà del padre di dare tutto alla figlia. Il legale di quest’ultima sottolinea invece che il gesto permetterebbe all’uomo di evitare un procedimento per indegnità. A Nanni spetterebbe l’eredità di Ilenia Fabbri, che comprende l’abitazione e i conti corrente, in quanto i due non erano ancora formalmente divorziati. L’udienza sulla successione è stata fissata per il prossimo 28 giugno. Nel frattempo proseguono le indagini sull’omicidio che dovrebbero chiudersi a breve. Nanni si è sempre difeso sostenendo che la sua intenzione era solo quella di spaventare l’ex moglie. Dall’altro lato vi è però la confessione del killer, il 52enne cervese Pierluigi Barbieri, che ha dichiarato di avere pattuito la ricompensa di 20 mila euro per portare a termine il crudele piano.


RAVENNA: Denunciò Cc per abuso in caserma, condannata per calunnia Cronaca

RAVENNA: Denunciò Cc per abuso in caserma, condannata per calunnia

Una donna di 37 anni, residente a Ravenna, che aveva denunciato un carabiniere lamentando una violenza sessuale subita in caserma, è stata condannata nella tarda mattinata di ieri per calunnia dal Gup Andrea Galanti della città romagnola. Al termine del rito abbreviato - come riferito dalla stampa locale - all'imputata, difesa dall'avvocato Alessandro Docimo, sono stati inflitti un anno e quattro mesi di carcere, con pena sospesa. Dovrà inoltre pagare al militare - un appuntato scelto di 51 anni originario di Napoli al tempo in servizio a Ravenna e parte civile con l'avvocato Enrico Ferri - una provvisionale di 5.000 euro. La Procura aveva invece chiesto l'assoluzione ritenendo che nelle parole della donna potesse non esservi dolo (cioè che lei avesse percepito il rapporto come abuso). La vicenda, denunciata a dieci mesi dai fatti, risale alla mezzanotte tra il 10 e l'11 gennaio 2018 quando il militare, adducendo questioni investigative, aveva fatto entrare al comando provinciale due donne conosciute poco prima in un bar, tra cui appunto la 37enne. Questa aveva poi fatto riferimento a due episodi: oltre a quello in caserma, anche a un secondo approccio che il militare avrebbe tentato a casa sua. Quest'ultimo fatto, non era oggetto di contestazione. Due gli elementi che avevano portato la Pm Cristina D'Aniello a escludere la violenza sessuale: la testimonianza dell'amica della 37enne presente e quella del piantone della caserma dalla quale non erano emersi particolari atteggiamenti della donna all'uscita. Per i fatti di quella notte anche il carabiniere di recente è stato condannato: a 11 mesi, con pena sospesa, per truffa, falso ideologico e forzata consegna.


RAVENNA: Decine di lavoratori in nero, sanzionate 7 attività Cronaca

RAVENNA: Decine di lavoratori in nero, sanzionate 7 attività

38 lavoratori in nero e 5 irregolari sorpresi all’opera in 7 imprese ravennati. E’ il bilancio dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza negli ultimi giorni. Le attività sanzionate appartengono a diversi settori economici, si va dal negozio di frutta all’autocarrozzeria, dalla ditta di pulizie a quella del porta a porta. Sulla base di quanto riscontrato dai militari, almeno quattro delle aziende ispezionate si vedranno applicare una maxi sanzione, fino a un massimo di 10.800 euro per ciascun lavoratore in nero. Per loro verrà anche proposta all’Ispettorato territoriale del lavoro di Ravenna l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.


RAVENNA: Lamiera colpisce auto ad Alfonsine, muore una 71enne | VIDEO Cronaca

RAVENNA: Lamiera colpisce auto ad Alfonsine, muore una 71enne | VIDEO

Stava viaggiando in auto seduta accanto al marito quando è stata colpita da un pezzo di grondaia ed è morta sul colpo. La tragedia si è consumata mercoledì poco dopo le 17 alle porte di Alfonsine, nel Ravennate. La donna, Rosa Montanari, si trovava sul sedile del passeggero a bordo della Toyota condotta dal marito di 77 anni, trasportato in elicottero all’ospedale Bufalini di Cesena con un codice di elevata gravità. L’incidente è accaduto sulla via Reale, la strada che collega il Ravennate al Ferrarese. Secondo le prime ricostruzioni della polizia locale della Bassa Romagna, intervenuta sul posto per compiere i rilievi, un camioncino che percorreva la strada in senso opposto ha perso parte del carico. Una lamiera ha centrato in pieno il parabrezza dell’auto su cui viaggiavano i coniugi, sfondandolo e uccidendo la donna. Il conducente del furgone non si è fermato ed è stato rintracciato poco dopo, è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale. Sono stati altri automobilisti a chiamare i soccorsi, sono arrivati i vigili del fuoco e due ambulanze, insieme alla polizia locale.


RAVENNA: Morto nel camion, l'autopsia propende per il suicidio Cronaca

RAVENNA: Morto nel camion, l'autopsia propende per il suicidio

Torniamo a parlare della morte di Cornel Mihalache, il camionista di 59 anni trovato senza vita a bordo del suo camion nella tarda mattinata di venerdì a Ravenna. Per il caso era stata disposta l’autopsia. Ebbene, dalle prime indiscrezioni, riportate oggi sulle pagine del Resto del Carlino, sembrerebbe che l’esame sul corpo dell’uomo confermi l’ipotesi del gesto volontario. La possibilità di un suicidio era stata avanzata immediatamente dagli investigatori e l’esame autoptico doveva servire proprio a fugare ulteriori dubbi. L’uomo, di origini rumene ma residente da diversi anni nel modenese, si sarebbe quindi strangolato volontariamente con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo. La vittima aveva anche una ferita sul collo provocata da un taglierino, che è stato trovato ai piedi del sedile. L’ipotesi più probabile è che, dopo un ripensamento, abbia cercato di liberarsi dal cappio che lo soffocava, senza però riuscirci.  


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