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cronaca

AOSTA: Morti sotto la valanga, le 6 guide del Cai accusate di omicidio colposo | VIDEO


La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei escursionisti romagnoli che nel 2018 avevano organizzato la scalata al Monte Pila, in Val d’Aosta, durante la quale hanno perso la vita due persone. L’accusa è omicidio colposo

Sono le 11.30 di sabato 7 Aprile 2018 a Pila, in Val D’Aosta. Un gruppo di 20 escursionisti del gruppo Cai di Pietramora, delle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola,Rimini e Ravenna, sta affrontando l’ascesa della montagna che porta al rifugio Arbolle, a 2500 metri di altitudine quando, proprio a pochi passi dalla vetta, un blocco di neve di 300 metri si stacca dal costone andando a investire 5 di loro. Di questi, tre riescono a salvarsi, recuperati sotto la neve dai soccorsi mentre per 28enne Roberto Bucci e per il 52enne Carlo Dall’Osso non c’è niente da fare. Una tragedia che si poteva evitare? Si, secondo la Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei istruttori, tutti romagnoli, che avevano organizzato la scalata. L’accusa è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero agito con negligenza, imprudenza e imperizia, causando quindi la morte dei loro due compagni. Due i punti chiave dell’indagine, innanzitutto la scelta del percorso che, secondo il Pm, era a rischio valanghe, soprattutto in quel momento della giornata, in cui il sole batte sul pendio e poi, in particolare, la scelta degli istruttori di radunare gli escursionisti in un unico punto in cima alla montagna.  E’ stato infatti il peso del gruppo, secondo gli inquirenti, a scatenare la valanga, con un costone di circa 200 metri che si è staccato dal monte andando a travolgere i 5 che ancora non avevano raggiunto la cima. Tutte motivazioni che verranno discusse il prossimo 23 ottobre, quando il Guidice per le udienze preliminari deciderà per il definitivo rinvio a giudizio.