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BOLOGNA: Condannato per aver investito e ucciso una 29enne, l'amico gli disse di rallentare
cronaca

BOLOGNA: Condannato per aver investito e ucciso una 29enne, l'amico gli disse di rallentare

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Nonostante l'amico che era in macchina con lui "avesse ripetutamente invitato" Mattia Sammartino "a contenere la velocità eccessiva, per evitare di tamponare la moto che li precedeva, il Sammartino investiva il motociclo, la cui conducente rovinava a terra. L'auto continuava la sua corsa per circa 300 metri, con la moto ancora incastrata. Sceso dalla vettura l'imputato usciva dalla tangenziale a piedi e contattava il padre, col quale tornava sul luogo dell'incidente". Il gup Franco Raffa descrive così il comportamento dell'imputato di omicidio stradale nelle motivazioni della condanna a cinque anni (con rito abbreviato) per il 23enne, che nell'aprile dello scorso anno investì e uccise a Bologna Marialaura Dibenedetto, 29 anni. La notte dell'incidente il ragazzo "guidava in stato di ebrezza alcolica (con tasso alcolemico pari a 2,39 e 2,41) ed altresì in stato di alterazione psicofisica per l'assunzione di sostanza stupefacente (positivo ai derivati della cannabis)". Inoltre, scrive ancora il giudice, procedeva "ad una velocità superiore a quella consentita (quantomeno di 115 Km/h a fronte del limite di 90km/h)" e ha condotto "la propria autovettura dopo averne fortemente alterato le specifiche costruttive (implementandone le prestazioni)". Inizialmente Sammartino, difeso dall'avvocato Cesare Ammendola, aveva raccontato agli investigatori di aver subito il furto della vettura mentre era a bere in un bar e di aver inseguito il ladro a piedi, in tangenziale. Ma poi circa cinque ore dopo l'incidente il giovane confessò spontaneamente le sue responsabilità. In ogni modo le sue dichiarazioni erano già state smentite dall'amico, il quale riferiva "che insieme al Sammartino - si legge ancora nelle motivazioni - dopo aver trascorso la serata nei pressi dell'uscita 13 della tangenziale, dove si era svolta un'esibizione di macchine, si erano allontanati a bordo dell'auto dell'imputato".