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cronaca

FERRARA: Processo Carife, cade la bancarotta, due condanne e nove assoluzioni | VIDEO

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L’aumento di capitale del 2011 da 150 milioni di euro non fu la causa dei problemi bancari della Cassa di risparmio di Ferrara. Questo quanto emerso lunedì pomeriggio durante la lettura della sentenza, emessa dopo circa sette ore di camera di consiglio. Degli 11 imputati per i quali la procura aveva chiesto oltre 47 anni due sono stati condannati, gli altri nove, assolti. Due anni e sei mesi all'ex presidente Sergio Lenzi e due anni e tre mesi all'ex direttore generale Daniele Forin. Le condanne sono arrivate solo per i reati di falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio, quest’ultima solo per Lenzi. È invece caduta l’accusa di bancarotta fraudolenta, secondo i giudici non vi furono degli scambi di azioni illegali tra Carife e le banche amiche per arrivare alla quota dell'aumento di capitale di 150 milioni di euro. Per questo sono stati assolti tutti gli imputati cui era contestato il concorso in bancarotta patrimoniale e negli altri reati. Tra coloro che sono stati assolti perché il fatto non sussiste o non costituisce reato spuntano anche i nomi di Lucchi, Gentili e Teodorani, all’epoca vertici di Carisp Cesena, e quello di Gafforini, ex dg della Popolare Valsabbina, i due istituti di credito infatti, secondo i pm, avrebbero contribuito all’aumento di capitale. Nominati durante la sentenza anche i circa mille risparmiatori che acquistarono le azioni, per loro, il tribunale non ha stabilito nessuna provvisionale, demandata al civile. Ora tutte le parti si confronteranno sulla nuova inchiesta che riguarda il dissesto della banca dal 2007 al 2013, con una trentina di indagati per bancarotta per dissipazione e distrazione.