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FORLÌ: "Stalking al sindaco di Cesena", assolto Castiglia
cronaca

FORLÌ: "Stalking al sindaco di Cesena", assolto Castiglia

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Graziano Castiglia, siciliano di origine ma da molti anni residente a Cesena, è stato assolto a Forlì dall'accusa di stalking e altri reati per i quali era stato denunciato dal sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, in relazione all'attività di controllo degli atti amministrativi e segnalazioni di abusi portata avanti da Castiglia per oltre 15 anni. La sentenza è stata letta alle 13.15 dalla giudice Floriana Lisena. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 10 mesi di reclusione, mentre la parte civile aveva chiesto un risarcimento di centomila euro (da devolvere in beneficenza) per il sindaco in prima persona e per l'amministrazione comunale. Graziano Castiglia era difeso dagli avvocati Antonio Baldacci e Isabella Castagnoli. (Paolo Morelli)

 

LA LEGA ESPRIME SODDISFAZIONE

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per la sentenza di assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste a favore dell’amico e concittadino Graziano Castiglia, denunciato per stalking dal Comune di Cesena e, quindi, dal sindaco Paolo Lucchi. Questa sentenza dimostra la correttezza dell’operato di Castiglia, un cittadino modello che ha fatto della partecipazione attiva una scelta di vita, mostrando a tutti cosa significhino veramente il civismo e l’impegno sociale. L’auspicio è che la Giunta Lucchi, ormai uscente, voglia fare ammenda per il braccio di ferro che ha voluto portare avanti, scusandosi con Castiglia per il lungo calvario giudiziario e psicoologico che ha dovuto subire. La speranza che è che questa vicenda, che non avrebbe mai dovuto iniziare e che è già costata risorse ai contribuenti, si chiuda qui”. Lo dichiarano Antonella Celletti e Fabio Biguzzi a nome di tutti i militanti e soci della Lega di Cesena.

 

LA NOTA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CESENA

riceviamo e pubblichiamo:

La decisione della Giunta comunale di Cesena di attivare un’azione giudiziale nei confronti del signor Graziano Castiglia, a tutela della immagine e del buon funzionamento dell’Amministrazione comunale, risale al luglio 2015 (mentre il rinvio a giudizio dello stesso per il reato di stalking e per il reato di molestie previsto dall’art. 660 del codice penale è del dicembre 2016).

L’iniziativa aveva preso le mosse dal profondo disagio e dal pesante intralcio nello svolgimento delle loro attività che dipendenti e amministratori del Comune di Cesena erano stati costretti a subire fin dal 2004, a causa delle ripetute azioni messe in atto da Castiglia in maniera progressiva ed incalzante. Azioni che andavano ben al di là delle ordinarie prerogative di informazione, accesso agli atti, trasparenza, interlocuzione che ogni cittadino può legittimamente vantare nei confronti della Pubblica Amministrazione. Autoinvestitosi del ruolo di “censore”, infatti, in oltre 13 anni il signor Castiglia si è recato quasi ogni giorno nel Palazzo Comunale, introducendosi in vari uffici comunali, anche non aperti al pubblico, e rivolgendo ai funzionari richieste dei generi più disparati: informazioni, documenti, ricerche d’archivio, ma anche richieste di sopralluoghi, ecc.

A confortarci nella decisione di intentare querela c’era anche il fatto che nel corso degli anni tutte le istanze presentate da Castiglia erano state archiviate dai molti Pm incaricati dell’istruttoria, anche dopo gli opportuni approfondimenti di merito. E lo stesso esito hanno avuto gli esposti indirizzati di volta in volta alla Regione Emilia-Romagna; alla Corte dei Conti; al Tar, all’Autorità nazionale anti corruzione (in particolare all’attenzione del Dott. Raffaele Cantone); al Corpo Forestale dello Stato; alla Presidenza della Repubblica; al Consiglio di Stato; alla Corte Costituzionale; alla Guardia di Finanza. Di queste 218 istanze (in tutto due faldoni per complessive 1400 pagine) nessuna ha trovato ascolto nelle sedi competenti.

L’obiettivo principale del Comune, in questa azione legale, è stato sempre e solo quello di mettere fine a tale situazione: per questo, una volta chiuse le indagini preliminari, avevamo proposto attraverso il nostro legale, l’avvocato Giorgio Fabbri (e dopo aver raccolto il parere favorevole dei dipendenti coinvolti nella vicenda), di rimettere la querela a condizione che l’interessato si impegnasse a interrompere definitivamente quella condotta. Questa proposta, però, non venne accolta da Castiglia.

Arriviamo così alla sentenza di oggi, che ha assolto il sig. Castiglia. Decisione che, ovviamente, rispettiamo. Rimaniamo tuttavia convinti della fondatezza dell’iniziativa intrapresa (posizione peraltro confermata dal fatto che la stessa Procura avesse chiesto il rinvio a giudizio), e di avere agito nell’interesse della nostra comunità e a tutela della necessaria trasparenza delle procedure amministrative. Ribadiamo che, se ci fosse stata riconosciuta la richiesta di risarcimento che avevamo avanzato, costituendo il Comune quale parte civile, quel danaro sarebbe stato utilizzato per finanziare il fondo per le famiglie bisognose della città.