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RAVENNA: "Cagnoni è troppo pericoloso per il braccialetto elettronico"
cronaca

RAVENNA: "Cagnoni è troppo pericoloso per il braccialetto elettronico"

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Ha detto no alla richiesta di Matteo Cagnoni di poter usufruire del braccialetto elettronico e degli arresti domiciliari il gup  Antonella Guidomei. Dopo 9 mesi e mezzo di carcere il 52 enne dermatologo ravennate accusato di aver ucciso la moglie, la 39ennne Giulia Ballestri, il 16 settembre scorso, a bastonate nella villa di famiglia, resta così in carcere. Sebbene le indagini siano state chiuse e quindi il rischio di inquinamento probatorio potesse essere venuto meno, come pensavano gli avvocati del professionista, il giudice  per l'udienza preliminare la pensa diversamente.

Le motivazioni di Guidomei che giustificano la custodia cautelare in carcere sono il pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Inoltre ad oggi l'imputato non ha manifestato nessun segno di pentimento o di rielaborazione critica dell'accaduto. Nemmeno il carcere è poi riuscito a contenere Cagnoni dall'inviare numerose lettere, a giornali, amici, conoscenti che potrebbero essere citati come testi del processo in corte d'assise il prossimo 10 ottobre.

In tribunale oggi udienza interlocutoria per la formazione del fascicolo: oltre alla procura, potranno esser presenti il Comune di Ravenna, le associazioni Udi - Unione donne in Italia e Linea Rosa, i genitori della vittima e il fratello che si sono costituiti parte civile.