Guarda TR24 Canale 11, il network all news del territorio
RAVENNA: Donna scopre dal Dna il vero padre dopo 50 anni, chiesti 4 milioni
cronaca

RAVENNA: Donna scopre dal Dna il vero padre dopo 50 anni, chiesti 4 milioni

  • Di:
  • 689 visualizzazioni

Una richiesta danni milionaria al padre naturale che non l'hai mai riconosciuta come figlia, dopo l'accertamento col Dna arrivato oltre mezzo secolo dopo. E' la causa civile che un'operaia ravennate ha intentato citando un imprenditore oggi ultrasettantenne e chiedendo quattro milioni tra danni patrimoniali e non, per via del tenore di vita negato. E mentre a Ravenna il tribunale dovrà decidere se accogliere le richieste della donna, arriva dalla Corte di Appello di Bologna un altro pronunciamento su un altro caso di genetica giudiziaria. Qui, anche se le analisi hanno confermato che l'uomo che ha firmato il ricorso non è il padre naturale di due gemelli, è stato deciso che dovrà comunque provvedere al mantenimento dei ragazzi, figli della moglie, perché prevale la tutela dei minori. A Ravenna sono passati quasi 50 anni da quando per la prima volta la donna, oggi 56enne, apprese dalla madre chi era il suo vero padre a quando il tribunale ha sancito la certezza giuridica e scientifica, grazie al test del Dna, con una probabilità vicina al 100%. All'epoca la bimba aveva sei anni e a 16 ha iniziato a cercare il genitore che non l'aveva riconosciuta. Ma solo di recente ha avviato l'iter per avere conferme e ha deciso di chiedere i danni: nell'atto di citazione sono state messe in evidenza le condizioni di indigenza che hanno caratterizzato la sua infanzia e quelle di agio, invece, del padre naturale. L'uomo e la madre si erano conosciuti quando questa aveva 16 anni. La donna rimase incinta quasi subito, ma diventata maggiorenne - prosegue la citazione - lui si allontanò senza avere riconosciuto la figlia. Sempre Dna e paternità sono al centro di una sentenza della Corte di Appello di Bologna, chiamata a decidere sul caso di un modenese, tormentato per anni dal sospetto di essere stato tradito dalla moglie, una straniera con cui ormai è separato di fatto. Ma se il test disposto dai giudici ad aprile 2016 ha spazzato via ogni dubbio e ha inchiodato la donna alle proprie responsabilità non è stato sufficiente per disporre il disconoscimento della paternità invocato dall'uomo. Pur escludendo il rapporto di filiazione con i due gemelli, i giudici della prima sezione civile della Corte d'Appello hanno respinto il ricorso spiegando che il provvedimento richiesto priverebbe i minori di una delle due persone tenute al loro mantenimento. Il loro interesse è stato dunque giudicato superiore, visto che avrebbero subito un pregiudizio economico.