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cronaca

RAVENNA: Sentenza Balla, "Morto per garantire l'impunità degli amici" | VIDEO


Sono state depositate le motivazioni della sentenza del caso “Ballardini”, il giovane morto di overdose a Lugo nel 2017. Ne emerge un quadro agghiacciante sul comportamento degli amici che erano con lui. Tutti ora condannati a diversi anni di carcere.

“La morte di Balla era il prezzo da pagare per garantire l’impunità a Beatrice Marani e Simone Palombo, ossia i due che avevano dato metadone e hashish alla vittima.” Un mix letale che l’ha portato all’overdose.  Questo si legge nelle 140 pagine in cui il giudice Barlotti ha spiegato le motivazioni della condanna inflitta ai quattro amici di Matteo Ballardini. 15 anni e 4 mesi per la Marani, 14 anni e 20 giorni a Leonardo Morara, 9 anni 4 mesi a Simone Giovanni Palombo e Ayoub Kobabi. Secondo il giudice erano loro i 4 compagni che quella sera hanno prima condiviso la droga con Balla e poi, quando ha iniziato a sentirsi male, hanno continuato a girare in macchina, con la vittima sdraiata sul sedile posteriore, e poi l’hanno abbandonato in un parcheggio “Trattandolo – si legge ancora nel testo – come un muto simulacro e non come un essere umano”. I fatti risalgono alla notte tra l’11 e il 12 aprile del 2017. Quella mattina il 19enne Matteo Ballardini verrà ritrovato senza vita all’interno della propria macchina in un parcheggio di Lugo. Le indagini condotte dalla procura hanno permesso in breve tempo di individuare i responsabili e di tracciare la dinamica dei fatti, nei quali è emerso anche un giro di droga, in particolare metadone, che la 20enne Beatrice Marani si procurava in grandi quantità grazie ad alcuni contatti all’interno del Sert, per i quali c’è un altro processo in corso. “In questo senso – conclude la sentenza – la morte di Ballardini – non pare tanto diversa dall’uccisione di un testimone chiave posta in essere da un omicida. Si elimina l’unico soggetto in grado di fornire la prova di un proprio reato”