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cronaca

RIMINI: Agenti municipale “Noi innocenti”, collega testimonia contro | VIDEO


Sono accuse da prendere con le pinze quelle raccolte dagli inquirenti durante gli interrogatori a coloro che furono arrestati per possesso di sostanze stupefacenti dall’ex Nucleo ambientale della Polizia Municipale di Rimini. C’è il rischio concreto che, per desiderio di vendetta nei confronti di chi mise loro le manette, questi rincarino la dose nelle loro denunce. Tra di loro c’è chi afferma di essere stato spogliato del tutto su strada. C’è poi la fidanzata di un pusher che avrebbe detto di essersi sentita dire “Se non te ne vai dall’Italia ti faccio portare via il bambino” e altre minacce. Ma i capi di accusa formulati dal Gip Sonia Pasini nei confronti degli otto vigili che avrebbero sottratto denari agli spacciatori senza metterli agli atti, non si fonderebbero solo su queste testimonianze. Un loro collega, nel momento di stilare il verbale di una operazione anti-spaccio, si sarebbe reso conto che sulla sua scrivania non c’erano tutte le banconote che aveva contato nella stanza del pusher. Secondo le indagini si tratterebbe di tanti piccoli ammanchi di decine o al massimo qualche centinaio di euro per volta. Anche alcuni pallinari del lungomare sarebbero stati perquisiti alla stessa maniera. Il gruzzoletto più cospicuo, quei 2.700 euro che sarebbero stati raccolti e non dichiarati dopo la perquisizione della dimora di uno spacciatore. Dai bidoni del comando sarebbero inoltre stati trovati documenti stracciati che avrebbero fatto riferimento all’operazione Kebab e con indicazioni sulla loro distruzione.

Per ora sono tre gli agenti finiti ai domiciliari. Per il legale, gli assistiti sono sicuri di poter dimostrare la propria innocenza e affermano di aver svolto bene il proprio lavoro. Gli interrogatori di garanzia avranno luogo mercoledì di fronte al giudice.