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cronaca

RIMINI: Archiviazione per le molestie, Favero (Alpini), "Si sparano sentenze senza prove"

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Non è possibile identificare con certezza gli autori delle presunte molestie, né attraverso i video della sorveglianza né dalle testimonianze. Per questo la Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l’archiviazione dell'indagine sulle molestie denunciate da una 26enne durante l'adunata degli alpini, lo scorso maggio, a Rimini. Nei giorni successivi al raduno era montata una polemica con centinaia di segnalazioni su presunti comportamenti inappropriati da parte dei partecipanti. Ma l’unica denuncia formalizzata, a quanto risulta, è quella della 26enne riminese. L'identificazione dei tre uomini con cappello da alpino è resa complicata sia per la presenza di molte persone nello stesso luogo nello stesso momento, sia per la copertura solo parziale delle telecamere di sorveglianza della zona di piazzale Fellini. Inoltre l'unica testimone oculare, un'amica, non sarebbe stata in grado di riferire particolari utili. Secondo quanto denunciato dalla ragazza ai carabinieri, il 7 maggio mentre si trovava a passare attraverso un gruppo di alpini sarebbe stata strattonata e attirata verso un gruppo di tre uomini con frasi sessualmente allusive. "Non sono stupita della richiesta di archiviazione”, ha detto l'avvocato che rappresenta la vittima. Non sono stupite neanche le attiviste dell’associazione femminista ‘Non una di meno’, che annunciano di volere depositare denunce e testimonianze raccolte perché la procura possa analizzarle. "Con grande amarezza dico che invece di generalizzare bisognerebbe essere più cauti – è il commento del presidente Ana Sebastiano Favero -. Invece, purtroppo, si sparano sentenze senza avere alcuna prova e poi non si ha neanche il coraggio di chiedere scusa".