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cronaca

RIMINI: Caso Piscaglia, confermati 25 anni in Cassazione per padre Gratien | VIDEO


È stato lui ad ucciderla. Il corpo di Guerrina Piscaglia, abitante della piccola frazione di Ca’ Raffaello, dal 2014 non è mai stato trovato. Il giallo che per anni ha tormentato l’Alta Valmarecchia ha ora il suo responsabile. Mercoledì sera i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna inflitta in secondo grado a padre Gratien: 25 anni di carcere. Un iter processuale lungo e tormentato in cui si sono fatte largo più ipotesi. Scartate una dopo l’altra è rimasta in piedi solo quella che individua nel religioso, un tempo amico della famiglia di Guerrina, la causa del grande dolore che attanaglia il marito e i figli della vittima.

Padre Gratien si è sempre professato innocente. “Dio sa che non l’ho uccisa”, sono le sue parole. I difensori parlano di ingiustizia e sono pronti a ricorrere presso la Corte Europea dei Diritti dell’uomo. Ma in base alla ricostruzione fatta dai magistrati solo Gratien può essere il responsabile del perdurante silenzio di Guerrina. Quegli infiniti scambi di messaggi sul cellulare terminati di colpo il primo maggio 2014. Da quel giorno della donna non si è avuto più notizia. Impensabile l’allontanamento volontario. Il frate l’ha uccisa.

Il marito di Guerrina ha espresso soddisfazione per la sentenza, ma allo stesso tempo angoscia per non avere più accanto la propria moglie.