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cronaca

RIMINI: Crack Aeradria, cade l'accusa di associazione a delinquere | VIDEO


I big della politica e del mondo imprenditoriale riminese coinvolti nel crac Aeradria, la società che gestiva lo scalo aeroportuale Fellini, non avevamo messo in piedi alcuna cabina di regia o associazione per delinquere. A stabilirlo è il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Rimini Vinicio Cantarini che ha, sì, rinviato a giudizio gli 11 indagati, ma li ha prosciolti dall’accusa più grave, quella del sodalizio criminale.

Resta dunque da accertare il ruolo giocato da singoli nel fallimento e nel tentativo di riavvio dell’aeroporto. L’attuale sindaco Andrea Gnassi rimane indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e ricorso abusivo al credito. L’ex primo cittadino Alberto Ravaioli è accusato di abuso d’ufficio e truffa. Mentre sull’ex sindaco di Riccione Massimo Pironi pende solo l’accusa di abuso d’ufficio. L’ex presidente della provincia Stefano Vitali finirà a processo per truffa aggravata ai danni dello Stato, ricorso abusivo al credito e abuso d’ufficio. Al suo predecessore Nando Fabbri vengono contestate le false comunicazioni sociali. Per Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, e Manlio Maggioli, ex presidente della Camera di Commercio, restano le accuse di ricorso abusivo al credito e truffa. Il principale imputato rimane l’ex numero uno di Aeradria Massimo Masini, rinviato a giudizio per tutti i capi di imputazione, tranne l’associazione per delinquere e il falso in bilancio. L’unico prosciolto è il commercialista Stefano Fabbri.

Soddisfazione, dunque, per tutti i principali indagati, convinti di poter dimostrare la propria innocenza per i restanti capi di imputazione. La prima udienza sarà nel gennaio 2018.