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cronaca

RIMINI: Sgomberato hotel con camere fantasma, sigilli alla struttura | VIDEO


Si sono concluse le operazioni di sgombero dell’hotel due stelle di Rimini che per il mese di agosto aveva venduto decine di camere in realtà non disponibili. Il Comune ha trovato ai malcapitati una sistemazione in altre strutture della città fino a Ferragosto.

 

Si è conclusa l’odissea dell’hotel di Marebello, a Rimini, che da una settimana vedeva un via vai di clienti con la prenotazione in mano di una stanza che però non era disponibile. Il provvedimento di chiusura della struttura è stato notificato nei giorni scorsi dal Comune al gestore che risiede nel Torinese e così la polizia locale ha potuto dare il via alle operazioni di sgombero, prima di apporre i sigilli all’albergo. Ai malcapitati è stata trovata una soluzione alternativa da Comune, Visit Rimini e Federalberghi in hotel e residence della zona.

In queste strutture i clienti potranno soggiornare gratuitamente fino al 16 agosto. Le operazioni di sgombero non sono state semplici. Alcuni di loro non volevano lasciare la stanza che avevano pagato, versando cifre anche cospicue. 

“Ho pagato tutto per intero, 2.450 euro. La caparra era di 700 euro”, racconta Emanuele, arrivato da Milano con la moglie e una bambina piccola. Hanno deciso a malincuore di lasciare il due stelle che avevano prenotato per tutto il mese di agosto. “Non avevamo prenotato a occhi chiusi. Eravamo venuti quattro giorni a giugno a vedere la struttura e ci sembrava tutto a posto, la colazione era abbondante, le camere pulite”, spiega la moglie. I problemi, come si legge dalle recensioni online, sono cominciati a luglio quando decine di utenti hanno cominciato a parlare di “truffa”.

Tra i clienti che hanno accettato il trasferimento resta il rammarico per avere pagato caparre che probabilmente non rivedranno più. Una signora, proveniente anche lei da Milano, viene accompagnata in pulmino verso un hotel a un chilometro di distanza. “Ci hanno alloggiato là fino a domenica perché avremmo dovuto finire la nostra vacanza il 14”, spiega. “Avevamo prenotato per tre stanze, ma ce n’erano solo due. Abbiamo versato una caparra di 600 euro. All’arrivo abbiamo dato 500 euro cash. All’uscita avremmo dovuto saldare 280”. Il tutto per una settimana. Un nonno, proveniente da Pordenone, ha pagato la stanza 1.800 euro. “Non rivedrò più niente”, dice rammaricato prima di essere trasferito anche lui in un’altra struttura.

La polizia locale di Rimini, con il supporto della polizia di Stato, ha potuto dare così esecuzione all’ordinanza di divieto di prosecuzione dell'attività ricettiva per le violazioni del Tulps e della normativa antincendio a seguito di precedenti sopralluoghi. L’operazione è stata condotta contestualmente al ricollocamento degli ospiti in altri alberghi della città di Rimini dove potranno soggiornare gratuitamente fino a Ferragosto compreso.

“Un atto di generosità e di amore che ben rappresenta l'imprenditoria sana e il senso diffuso di ospitalità, da sempre caratteristiche vincenti e uniche dell'offerta turistica di questo territorio - è il commento dell'Amministrazione comunale di Rimini -. Una generosità e un amore per la comunità che spicca ancora di più davanti a questi singoli casi di gestioni fuori da ogni legge e da ogni contesto civile che, al di là delle azioni giudiziarie che sicuramente provvederà ad avanzare individualmente ognuna delle persone che ha subito il raggiro, vedrà attentamente il Comune di Rimini valutare la possibilità di costituirsi parte civile contro i responsabili di questa vicenda, a tutela degli ospiti, del buon nome della città e di tutta l'imprenditoria responsabile”.