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cronaca

RIMINI: Messa in valigia in fin di vita, morta per denutrizione | VIDEO


Ha retto solo poche ore l’ipotesi che la donna asiatica tra i 35 e i 40 dai lunghi capelli castani, trovata morta in una valigia nel porto canale di Rimini sabato mattina, fosse Xing Lei Li, la 38enne cinese scomparsa durante una crociera nel febbraio scorso. Troppe le incongruenze con quel corpo nudo rannicchiato in così poco spazio. La donna ritrovata era infatti alta 1 metro e 70, mentre la cinese, 1 metro e 52. Risulta poi improbabile che il trolley, contenente il cadavere, abbia galleggiato per 1.200 chilometri dalla Grecia ionica, dove è scomparsa Lei Li, alla Riviera Romagnola, fino ad incanalarsi nel porto riminese.

Anche la seconda pista, quella della 26enne bolognese di origini vietnamite scomparsa, non regge dopo una prima analisi dell’arcata dentale. Gli inquirenti escludono persino che si trattasse di una prostituta conosciuta nella zona. La donna ignota non era mai stata fotosegnalata in Italia e non disponeva di permesso di soggiorno. Non si esclude che qualcuno abbia voluto sbarazzarsi di una persona morta magari per una malattia, al fine di evitare seccature. Il suo fisico era esile, chi l’ha trovata ha detto che era “pelle e ossa”.

Dall’autopsia di lunedì mattina la causa di morte sarebbe stata proprio la denutrizione. L’esame non ha evidenziato cause esterne che possano aver provocato la morte ed esclude il decesso per asfissia o annegamento. È quindi ipotizzabile che la vittima fosse in fin di vita quando è stata messa da qualcuno all'interno della valigia.