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RIMINI: Morta nel trolley, dubbi sulla confessione della madre
cronaca

RIMINI: Morta nel trolley, dubbi sulla confessione della madre


Dopo l’interrogatorio di Gulnara Laktionava, la donna che ha confessato di aver riposto il cadavere della figlia in una valigia per gettarlo nel porto canale di Rimini, le indagini non sono ancora state chiuse. Per gli inquirenti rimangonodiversi punti da chiarire. La madre ha raccontato di un diverbio con la figlia risalente ai primi giorni di marzo. Voleva infatti portare con sé Katerina in Russia, ma quest’ultima temeva che la madre sarebbe poi rientrata a Rimini lasciandola all’estero da sola. Così si è impuntata, decisa a non partire. Gulnara voleva prendere l’aereo a tutti i costi visto che sua madre era morta e doveva sbrigare le pratiche burocratiche. In quei giorni Katerina stava consumando le sue ultime energie per via dell’anoressia, fino a spegnersi il 10 marzo.

Dopo aver vegliato la salma per diversi giorni in casa, la madre, verso le 4 di notte del 18 marzo,ripone ciò che rimane della figlia in un trolley. A quell’ora una telecamera del centro storico di Rimini la riprende trasportare la pesante valigia in direzione mare. Sono le 4.36. Cinque minuti dopo la donna ricompare camminando in direzione opposta e mani vuote. Come mai Gulnara ha deciso di disfarsi a quel modo del corpo della figlia? Perché ha preso un aereo poche ore dopo averlo fatto? Quali cure ha dedicato alla ragazza nei suoi ultimi giorni di vita? Interrogativi a cui gli investigatori cercano di dare delle risposte.