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cronaca

RIMINI: Traffico illecito di rifiuti pericolosi, sequestri per oltre 3 milioni | VIDEO

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Associazione a delinquere e attività organizzata per i traffici di rifiuti. Una maxi operazione dei carabinieri forestali di Ancona, Rimini, Arezzo e Lucca ha portato alla luce un giro illecito di rifiuti pericolosi, con il coinvolgimento di 12 persone e due società, di cui una riminese.

Circa 11 mila tonnellate di rifiuti pericolosi vetrosi di apparecchiature elettriche e elettroniche (Raee) stoccati illecitamente davanti a un capannone in una zona con vincolo paesaggistico vicino a un torrente ad Agugliano (Ancona), sequestro di conti correnti e postali per oltre 3 milioni di euro, quattro misure cautelari personali tra cui una agli arresti domiciliari ad Arezzo e sequestro di 12 camion. Sono numeri dell'operazione "Raehell" dei Carabinieri Forestali di Ancona iniziata nel 2017 e culminata con l'esecuzione di misure cautelari eseguite con la collaborazione dei militari di Arezzo, Rimini e Lucca. La Procura distrettuale antimafia di Ancona ha indagato 20 persone tra Ancona, Rimini - dove avevano sede le due società coinvolte nel mancato smaltimento dei rifiuti pericolosi per un guadagno illecito di oltre 2 milioni di euro, e alcuni amministratori - Arezzo e Lucca; contestati, a vario titolo, reati di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti e falso in atto pubblico.

Indagando sulla discarica davanti al capannone ad Agugliano, in parte utilizzato per l'attività dalle aziende incriminate e per il resto appannaggio di un'altra impresa estranea all'indagine, i Forestali hanno ricostruito le fasi del disegno criminoso che sarebbe iniziato nel 2010: le due aziende avrebbero cominciato nel 2012 ad accumulare i rifiuti da smaltire. E nel 2015 avevano dato vita a un progetto, con sponsor un'associazione ambientalista ignara delle illegalità, per ritirare e ricondizionare elettrodomestici usati. Una prima società coinvolta nella vicenda, secondo l'accusa, sarebbe stata fatta fallire per evitare di spendere circa 1,1 milioni di euro per smaltire i rifiuti; in parallelo, con il pretesto di ricondizionare gli elettrodomestici usati, questi sarebbero stati raccolti dalla società di Rimini e venduti a quella di Ancona dove finivano macchinari da tutta Italia mentre il denaro transitava nella direzione opposta senza che vi fosse alcun recupero di attrezzature o smaltimento. Le prime verifiche dell'Arpam nell'area di stoccaggio rifiuti hanno evidenziato concentrazioni di metalli pesanti molto superiori al consentito. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati dal Comandante del Gruppo Forestali Ancona, ten. col. Roberto Nardi, e dal comandante regionale del Corpo, gen. Fabrizio Mari. Sei i  particolare gli indagati principali nell'inchiesta a cui viene contestata l'accusa associativa. Quattro le misure cautelari personali emesse dal gip di Ancona ed eseguite carico di residenti in provincia di Arezzo: una agli arresti domiciliari, due obblighi di dimora e un'interdizione a ricoprire incarichi in società. I sequestri, 'incrociati' con le misure personali, riguardano sei persone, tra cui due residenti nel Riminese e due nell'Anconetano, e due società di Ancona e Rimini. I militari hanno congelato conti correnti bancari e postali per un valore di circa 3,2 milioni di euro. Sono in corso verifiche sulle effettive disponibilità. Sono stati inoltre sequestrati 12 camion, nei confronti di quattro soggetti e della società di Rimini, con i quali sarebbero stati eseguiti 37 trasporti illegali di vari rifiuti. Un successivo filone d'indagine riguarda anche un presunto traffico illecito di schede elettroniche ricavate da Raee, per l'accusa ritirate con mezzi non autorizzati e documentazione falsa e vendute ad aziende che procedevano ad estrarre metalli preziosi. In questo contesto, secondo gli investigatori, sarebbero stati anche falsificati bilanci aziendali e registri rifiuti anche con l'utilizzo di false fatture.

 

(video senza audio)