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cronaca

RIMINI: Trovata nel Marecchia, non è stato omicidio | VIDEO


Un malore o un gesto estremo. Sono queste le due ipotesi rimaste in campo nel caso di Maria Pace, la 42enne originaria di Potenza il cui cadavere è stato rinvenuto sulla sponda fangosa del fiume Marecchia nella mattina del 19 febbraio scorso. L’autopsia non ha messo in luce segni di violenza sul corpo della donna. La vittima è morta per annegamento. La pista più battuta rimane quella del suicidio.

Maria stava attraversamento un periodo di difficoltà economica. Trasferitasi a Rimini da qualche anno, non aveva una occupazione fissa e risiedeva nel residence in cui per qualche tempo ha lavorato come cameriera. A detta di chi la conosceva, era una donna triste e riservata che si comportava ultimamente in modo insolito. Temeva di essere pedinata, e la mattina del suo ultimo giorno di vita è uscita dalla struttura in cui alloggiava calandosi dal balcone del primo piano con dei lenzuoli. Una modalità che ha insospettito la titolare, portandola a contattare le forze dell’ordine, e scoprendo così, dalle foto del cadavere, che si trattava proprio della 42enne lucana. Nel luogo del ritrovamento c’era anche una felpa in cui era avvolta una confezione di Tachipirina. Maria aveva avuto nei giorni precedenti qualche linea di febbre. Ecco perché rimane ancora aperta la strada del malore. Ma se era debilitata, perché uscire la mattina presto, in inverno, così poco vestita? Un insieme di singolarità che alimentano il mistero attorno l’ennesimo decesso avvenuto nella foce del fiume Marecchia.