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ROMAGNA: Report economia, 8% di ricchezza in meno rispetto al 2019 | VIDEO Economia

ROMAGNA: Report economia, 8% di ricchezza in meno rispetto al 2019 | VIDEO

È online il Report “I numeri dell’economia 2020” con i principali indicatori della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) curato dalla Camera di commercio che fornisce un quadro strutturale sintetico del territorio Romagna. La pubblicazione costituisce una preziosa fonte di dati riguardanti il territorio nei suoi diversi aspetti; i confronti puntuali, sui singoli temi e indicatori, con le altre province della regione e con il dato regionale e nazionale, consentono di apprezzarne il posizionamento in un’ottica di benchmarking. Nel complesso, nonostante la crisi di origine sanitaria che ha caratterizzato il 2020, i numeri elaborati delineano e confermano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere sulle quali è importante sviluppare progettualità specifiche e innovative. I numeri presentati non riguardano solo l’economia delle imprese ma anche, ad esempio, il dati demografico: nel 2020 la popolazione nelle province risulta diminuita dello 0,4%, un risultato in linea con la media regionale ma più basso rispetto a quella nazionale che si attesta sul -0,6%. Scende invece di molto il dato della ricchezza che, secondo le stime dell’istituto Tagliacarne, è pari a 19,4 miliardi di euro, un 8% in meno rispetto al 2019.  “Sui nostri punti di forza e sulle nostre criticità la Camera di commercio della Romagna è da sempre al lavoro – spiega il presidente Alberto Zambianchi - con strategie di medio periodo e iniziative mirate a migliorare la competitività del territorio e delle imprese, con una vision orientata allo sviluppo, alla sostenibilità e alla coesione; azioni che la crisi attuale, di origine sanitaria, non ha rallentato, fatti salvi certi effetti direttamente connessi ai lockdown.”  


ROMAGNA: Treni AV, ci sono 5 miliardi per la linea Adriatica Economia

ROMAGNA: Treni AV, ci sono 5 miliardi per la linea Adriatica

L'alta velocità ferroviaria potrebbe passare presto per la Romagna. Ci sono novità nell'ultima legge finanziaria. Ecco le ultime   Ci sono cinque miliardi di euro per potenziare la linea ferroviaria Adriatica, tra Bologna e la Puglia. E' quanto emerge nell'ultima manovra di bilancio in cui trova spazio un plafond totale di 36 miliardi di euro in attesa di assegnazione e di cui una parte finirebbe per potenziare la dorsale ferroviaria alternativa a quella tirrenica. Non si tratta soldi derivanti dal Pnrr, quindi, con tutta evidenza, potranno essere spesi con più calma. Il prossimo 15 dicembre sarà convocato un tavolo tecnico al ministero con all'oggetto lo ‘studio di fattibilità tecnico-economico per una nuova linea ferroviaria Bologna-Lecce finalizzata alla velocizzazione del collegamento Nord-Sud-Nord delle regioni adriatiche’. Dunque potrebbe nascere una linea ferrata parallela all'attuale? Per ora non è chiaro se sarà così oppure se si tratterà di un intervento che potenzierà l'attuale tracciato, già portato a 200 km/h. Di certo, secondo quanto ha dichiarato l'assessore Corsini al Carlino, ci sono alcuni punti fondamentali per il territorio romagnolo: "Uno - dice - riguarda la destinazione di almeno 2 miliardi per quadruplicare la linea ferroviaria fra Castel Bolognese e Imola, adeguando il collegamento con Ravenna con un secondo binario", tutto a beneficio del traffico da e verso il porto bizantino. L'ottica è quella di quadruplicare i binari "permettendo di separare il traffico passeggeri da quello merci e potenziando la linea dallo scalo marittimo". Si ipotizza poi, ed è l'altra questione importante, una nuova stazione ferroviaria alta velocità in Romagna, in una zona baricentrica e utile a tutti i territori. Su questo bisognerà capire dove costruirla, un po' forse come consigliava Confindustria Romagna qualche mese fa e soprattutto bisognerà trovare i fondi poiché non compresi in quelli stanziati attualmente.  


BOLOGNA: Saga Coffee, forse c'è la svolta, un imprenditore disposto a investire | VIDEO Economia

BOLOGNA: Saga Coffee, forse c'è la svolta, un imprenditore disposto a investire | VIDEO

Ci sarebbe un imprenditore disponibile a rilevare lo stabilimento della Saga Coffee di Gaggio Montano, nel Bolognese, realtà che l'attuale proprietario, il Gruppo Evoca, ha comunicato di voler chiudere delocalizzando la produzione nell'est Europa scatenando l'ira dei lavoratori, in presidio perenne. E' quanto è emerso oggi in un tavolo istituzionale convocato nella sede della regione Emilia-Romagna. Al confronto erano presenti la proprietà, i rappresentanti istituzionali e sindacali dei lavoratori. “Non è la soluzione che auspicavamo, ovvero il ritiro della chiusura dello stabilimento di Gaggio Montano. Ora però - ha detto l’assessore regionale allo sviluppo economico dell'Emilia-Romagna Vincenzo Colla - si apre una nuova fase che parte dalla manifestazione di interesse di un imprenditore che vuole investire in quell’area. Adesso vogliamo vedere il progetto e il suo impatto. L’importante è la serietà e la qualità degli investimenti unitamente a una soluzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori", ha aggiunto. “Vogliamo che la continuità produttiva di quel sito rimanga a Gaggio Montano perché è troppo importante per la montagna e ovviamente per le oltre duecento persone, in carne e ossa, le loro famiglie. Fondamentale trovare una soluzione per tutti i lavoratori". E' quanto afferma in una nota il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in merito allo stabilimento del Bolognese la cui proprietà ha annunciato la volontà di chiudere portando la produzione nell'est Europa. "Vogliamo perciò un progetto industriale serio - aggiunge commentando la notizia di un imprenditore disposto a investire nell'area - e per questo la Regione è pronta a fare la propria parte, anche in termini di accompagnamento, con gli strumenti legislativi a disposizione. E quindi se c'è una disponibilità nuova è importante conoscerla e valutarla. Questo è ciò che chiedono giustamente le rappresentanze sindacali, a nome di lavoratori e lavoratrici. Noi siamo pronti a fare a fare tutto il possibile”, conclude.


ROMAGNA: Cooperative, previste 2800 assunzioni nel 2022 | VIDEO Economia

ROMAGNA: Cooperative, previste 2800 assunzioni nel 2022 | VIDEO

Sono state coinvolte un centinaio le realtà di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, in rappresentanza di un mondo che riunisce oltre 400 imprese e 25mila lavoratori, con un valore della produzione di circa 7 miliardi di euro. Stiamo parlando delle cooperative di Legacoop Romagna che, secondo le previsioni  dovrebbero assumere 2800 persone nel prossimo anno. Di queste circa il 60% in provincia di Ravenna, il 15% circa in provincia di Forlì-Cesena e il 25% nell’area riminese. Si assume non solo per il naturale ricambio, ma anche perché è attesa un’espansione dell’attività aziendale in quasi 4 casi su 10.  I numeri emergono dalla prima edizione dell’Osservatorio sulle esigenze di personale nelle cooperative romagnole, che è stato presentato a Ravenna, nel corso dell’assemblea di Federcoop Romagna  Il fabbisogno per settore vede prevalere i servizi (23,9%), la filiera sanitaria (19%), il commercio e turismo (18,7%), l’agroalimentare (11,9%). Seguono mobilità e logistica (7,8%), costruzioni e infrastrutture (6,3%) e poi via via le altre filiere industriali (3,3%), il legno e arredo (2,3%), finanza e consulenza (2,8%), informatica (1,7%), formazione e cultura (1,2%), meccatronica e robotica (1%), moda (0,2%). Le capacità che vengono richieste maggiormente, sono le competenze informatiche e linguistiche, che si confermano centrali in tutti i piani per la ripartenza. Per un candidato rappresentano punti di forza da spendere prima di tutto le esperienze lavorative precedenti (29,9%), ma anche la disponibilità a mettersi in gioco attraverso il lavoro straordinario e la disponibilità alla trasferta e a coprire turni notturni e festivi.  


EMILIA-ROMAGNA: Torna a crescere l’occupazione, ancora in difficoltà il commercio | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Torna a crescere l’occupazione, ancora in difficoltà il commercio | VIDEO

L’occupazione torna a crescere in Emilia-Romagna, con un +1% nel secondo trimestre rispetto al 2020. Secondo Unioncamere regionale, che ha elaborato i dati, la tendenza si può ascrivere all’attenuarsi della pandemia, alla diffusione della vaccinazione e alle misure introdotte a sostegno delle imprese. La situazione nei vari comparti è tuttavia disomogenea. È aumentata l’occupazione nel complesso dei servizi (+2,7 per cento) e nelle costruzioni (+2,8 per cento), in quest’ultimo settore si sta tornando ai livelli pre-pandemia. Boom dell’occupazione nell’aggregato del noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+16,9 per cento), trainato dalle attività di ricerca e fornitura del personale. Per quanto riguarda l’industria, la situazione vede luci e ombre. La consistenza degli addetti è scesa nel complesso dell’1,4%, non mancano però i segnali positivi da alcuni comparti come quello alimentare. Ancora in difficoltà invece il commercio al dettaglio, con un’ulteriore sensibile diminuzione degli occupati. Segno meno anche per i servizi finanziari, la ristorazione e la moda.


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