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ROMAGNA: Dati economia, il 2019 viaggia a rilento | VIDEO Economia

ROMAGNA: Dati economia, il 2019 viaggia a rilento | VIDEO

La Camera di Commercio della Romagna ha presentato i dati dell’Osservatorio Economico relativi ai primi mesi del 2019. Vediamo allora come sta andando. Bene la produzione industriale e l’export, male il comparto agricolo e il commercio al dettaglio. Questa la forbice registrata dalla Camera di Commercio Romagna che, come ogni anno, ha tracciato la radiografia delle imprese nei primi 3 mesi del 2019. 3 province, quelle di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, che si piazzano agli ultimi posti per ricchezza prodotta nella classifica emiliano-romagnola, ma che si trovano comunque in una regione che, ormai da anni, si piazza sul podio di quelle più virtuose in tutto il paese. Ne emerge quindi un’economia che cresce meno rispetto al 2018 (appena uno 0,2% ) ma che, tutto sommato, tiene un buon ritmo. "Siamo sempre in terreno positivo – spiega il presidente della Camera di Commercio Romagna Alberto Zambianchi – quindi il nostro impegno è fare in modo che, di qui in avanti, ci sia un ulteriore rafforzamento della ripresa. Questo pèrò dipende anche dall’andamento del sistema Europa” A preoccupare di più è l’agricoltura: -1,8% in tutta la regione rispetto al 2018 e che risente principalmente del clima sciagurato, con i primi 3 mesi dell’anno di forte siccità e le alluvioni di maggio. Mentre il cavallo da corsa vincente sembra essere quello delle esportazioni che segnano un +5% . “E’ uno dei punti di forza del nostro settore produttivo – continua Zambianchi – rappresenta quella che è l’eccellenza del manifatturiero”


EMILIA-ROMAGNA: Caldo, consumo di frutta in aumento del 20% Economia

EMILIA-ROMAGNA: Caldo, consumo di frutta in aumento del 20%

Per difendersi dalla straordinaria e improvvisa ondata di caldo gli italiani hanno aumentato del 20% gli acquisti di frutta nella prima metà di giugno rispetto allo stesso periodo del mese precedente. E’ quanto stima Coldiretti Emilia Romagna sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in riferimento all’impatto sugli acquisti provocato dal forte innalzamento delle temperature. "Una decisa svolta con l’aumento delle temperature che – sottolinea Coldiretti regionale in una nota – ha cambiato il menu e spinto a portare in tavola o in spiaggia cibi freschi genuini e dietetici che dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore e riforniscono di vitamine". Coldiretti sottolinea l'importanza di assumere frutta e verdura durante i periodi di forte caldo perché in questo modo si viene meglio protetti dalle scottature: la pelle sviluppa più facilmente l'abbronzatura derivante dalla produzione di melanina grazie alla dalla vitamina A. Sul podio del 'cibo che abbronza', secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti, salgono albicocche, carote e radicchi, ma sono d’aiuto anche insalate, lattughe, meloni, pomodori, fragole o ciliegie. "L’andamento positivo dei consumi oltre che dai cambiamenti climatici è spinto anche – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – dalle preferenze alimentari di giovani e meno giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi". Con gli stili di vita più salutistici si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli. "Un vero boom – precisa Coldiretti regionale - per smoothies, frullati e centrifugati a casa, al bar e sulle spiagge della Riviera Adriatica". Quest’anno a causa di una primavera 'maledetta' si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne della regione Emilia-Romagna, dalle fragole alle ciliegie, dalle nespole alle albicocche, dalle pere ai meloni fino ai cocomeri per l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che hanno devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti nel carrello della spesa. "In queste condizioni – prosegue Coldiretti Emilia Romagna – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati". Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché "piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali".


RIMINI: IEG deposita domanda di ammissione alle negoziazioni in borsa | VIDEO Economia

RIMINI: IEG deposita domanda di ammissione alle negoziazioni in borsa | VIDEO

La Fiera di Rimini ci riprova. Dopo che la quotazione in borsa era improvvisamente saltata nel dicembre scorso cogliendo tutti di sorpresa, la società Italian Exhibition Group, che comprende anche la fiera di Vicenza, ritenta l’ingresso in Piazza Affari. Lunedì Ieg ha ottenuto da Borsa Italiana il provvedimento di ammissione alla quotazione sul mercato telematico. La società riminese ha depositato la domanda di ammissione alle negoziazioni delle azioni. L’offerta riguarderà un massimo di 5,3 milioni di azioni il cui prezzo sarà compreso fra 3,7 e 4,2 euro ciascuna. Il collocamento si chiuderà, salvo proroghe, il 20 giugno. Non era stata l’unica a ritirare l’Ipo l’anno scorso dalla borsa di Milano, segno di una generale sfiducia sulla situazione macroeconomica e politica italiana, soprattutto da parte di fondi esteri. Allo scadere della raccolta delle adesioni, Ieg aveva raccolto in quella occasione solo i due terzi dei 36 milioni di euro che cercava. La società è in forte crescita e vuole crescere ancora. Il 2018 si è chiuso con ricavi per oltre 159 milioni di euro e utili per quasi 11 milioni. Il prossimo step è la presentazione del prospetto informativo presso la Consob. L’azienda fa sapere che il flottante, ovvero la quantità di azioni messe in vendita, sarà ottenuto attraverso un collocamento privato riservato ad investitori qualificati in Italia e all’estero. Le azioni oggetto dell’offerta sono quelle di Rimini Congressi e Salini Impregilo. Il gruppo dunque ci riprova, allettando gli azionisti con il fitto calendario di manifestazioni fieristiche che richiamano ogni anno centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo, in un quartiere espositivo che per dimensioni e tecnologie può dirsi all’avanguardia.


CESENA: +3,8% di fatturato per Amadori, Francesco Berti nuovo ad | VIDEO Economia

CESENA: +3,8% di fatturato per Amadori, Francesco Berti nuovo ad | VIDEO

Se il 2017 è stato un anno di svolta, il 2018 ha visto il consolidamento di una crescita importante per il gruppo Amadori, leader del mercato avicolo. Il colosso cesenate ha chiuso l’esercizio con un fatturato di 1.255 milioni di euro, in aumento del 3,8% rispetto al 2017. A questo si è aggiunta una proporzionale crescita del margine operativo lordo, che ha raggiunto i 106 milioni di euro, +2,3% rispetto all’anno precedente. I numeri collocano Amadori fra le prime aziende del comparto alimentare italiano, con una quota di mercato pari a un terzo del settore delle carni avicole. Il buon andamento è frutto di ingenti investimenti: negli ultimi quattro anni sono stati superiori ai 200 milioni di euro, focalizzati allo sviluppo di nuove filiere produttive e di referenze innovative. Novità anche per quanto riguarda l’organico aziendale: in occasione della presentazione del bilancio è stato annunciato che Francesco Berti ha assunto ufficialmente l’incarico di amministratore delegato del gruppo, dopo la nomina, lo scorso anno, a direttore generale. “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nel 2018, che confermano l’efficacia delle nostre scelte - ha commentato il presidente Flavio Amadori - I risultati premiano l’impegno dei nostri oltre 7.800 collaboratori in tutta Italia e consentono al Gruppo di proseguire nel percorso di sviluppo verso una moderna azienda alimentare, pronta a soddisfare le numerose e variegate richieste di un mercato in continua evoluzione.”


CESENA: Orogel, crescono fatturato e politiche di welfare, nel mirino gli USA | VIDEO Economia

CESENA: Orogel, crescono fatturato e politiche di welfare, nel mirino gli USA | VIDEO

Ancora un anno positivo per Orogel, l’azienda cesenate leader nel mercato dei vegetali freschi surgelati. Nonostante i consumi nazionali nel settore siano calati del 3,1%, Orogel ha segnato un +0,4% rispetto al 2017, raggiungendo un fatturato aggregato di 687.416.000 di euro. Nel solo comparto dei surgelati il fatturato d’esercizio 2018 è stato di 239.100.000 di euro, in crescita del 3,58% rispetto all’anno precedente. Numeri che portano l’azienda romagnola a guardare sempre più lontano: il mirino è sul mercato statunitense. Ai numeri del bilancio corrisponde una crescente attenzione verso il benessere dei dipendenti, con numerose iniziative sviluppate negli ultimi anni: dai buoni per l’acquisto di libri scolastici ai presiti senza interessi, dagli appartamenti in social housing al doposcuola per i figli dei lavoratori. “Orogel non ha mai voluto disattendere i principi sui quali il primo nucleo di soci cooperatori l’ha fondata 52 anni fa - spiega Bruno Piraccini, presidente Orogel, durante la conferenza stampa a Milano -: per questo, pur crescendo e raggiungendo risultati anche importanti come quelli conseguiti nel 2018, ha continuato a tenere al centro  dell’attenzione il benessere dei propri dipendenti, sviluppando progressivamente e secondo le sue possibilità iniziative di welfare a loro dedicate. È nostra precisa volontà assicurare a tutti i dipendenti del sistema Orogel la miglior qualità di vita e di lavoro possibile”.


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