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ROMAGNA: Nasce Confcooperative Romagna, Neri presidente, fatturato 7mld Economia

ROMAGNA: Nasce Confcooperative Romagna, Neri presidente, fatturato 7mld

Nasce oggi Confcooperative Romagna. La nuova realtà vede la fusione delle entità di Forlì-Cesena e Ravenna-Rimini. Mauro Neri è stato eletto presidente dall'assemblea dei delegati che si è tenuta oggi in modalità on-line. Neri sarà affiancato da tre vicepresidenti, nominati dal nuovo consiglio, a questo ruolo sono candidati Luca Bracci, vicario (già presidente di Confcooperative Ravenna-Rimini), Pierangelo Laghi e Antonio Buzzi. Confcooperative Romagna rappresenta 640 cooperative operanti nei vari territori con 160.000 soci circa, 39mila occupati e un fatturato aggregato di circa sette miliardi di euro.


EMILIA-ROMAGNA: Bilancio regionale 2021-23, manovra da 12,5 miliardi Economia

EMILIA-ROMAGNA: Bilancio regionale 2021-23, manovra da 12,5 miliardi

Manovra di previsione da 12,5 miliardi di euro, oltre 9 per la sanità. Il bilancio della Regione Emilia-Romagna 2021-2023 vedrà uno stanziamento di risorse senza precedenti per il sistema sanitario e ospedaliero, per uscire dall’emergenza nel minor tempo possibile e potenziare servizi e medicina del territorio. La rete socio-assistenziale dedicata agli anziani e alle persone con disabilità gravi e gravissime potrà contare sul Fondo regionale per la non autosufficienza fra i più alti nel Paese, che sale dal 2021 a 457 milioni di euro. La manovra prevede sostegno a cittadini, famiglie, enti locali e imprese, con nuove misure che si affiancano a quelle già consolidate: aiuti agli esercizi (bar, ristoranti, ecc.) e agli operatori (taxisti, Ncc, ma anche piscine, palestre, cultura) che hanno dovuto sospendere o limitare le proprie attività in seguito alle ordinanze anti-Covid (10 milioni di euro, aggiuntivi rispetto ai ristori nazionali); la conferma dell’esenzione del ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per le famiglie con almeno due figli (8,5 milioni); aiuto ai nuclei in difficoltà col pagamento dell’affitto (11 milioni); servizi educativi 0-6 anni, con i fondi ai Comuni per la riduzione o l’azzeramento delle rette dei Nidi (31,6 milioni); estensione agli studenti fino a 19 anni della possibilità di viaggiare gratis su bus e treni regionali, già oggi possibile per gli under 14 (44 milioni); borse di studio e benefici garantiti a tutti gli studenti aventi diritto (28 milioni); ‘Bike to work’, percorsi casa-lavoro in bici (1 milione); contributi a fondo perduto alle giovani coppie per l’acquisto o ristrutturazione di case nei Comuni montani (altri 10 milioni di euro che si aggiungono a quelli stanziati nel 2020 per la prima volta); conferma del taglio dell’Irap per imprese, artigiani, commercianti, professionisti e autonomi nelle aree montane (24 milioni). Ancora: 215 milioni per attività produttive, formazione e politiche attive per il lavoro, 45 milioni per l’attrattività di investimenti in Emilia-Romagna e 10 milioni di euro per sostenere il percorso verso un unico sistema fieristico regionale, fondamentale per il tessuto economico emiliano-romagnolo. Ma anche forti investimenti, per puntare su una crescita sostenibile che permetta da un lato di ricucire le fratture sociali aperte dalla crisi pandemica e affiancare i territori nel dare risposte concrete alle comunità locali e, dall’altro, di dare fondamenta solide alla ripartenza post-covid il prossimo anno: quasi 1 miliardo e mezzo di euro di risorse regionali disponibili nel triennio, la gran parte, l’82%, senza ricorrere ad alcun indebitamento (di questi, oltre 630 milioni già per il 2021). Fra gli interventi previsti tra 2021 e 2023, edilizia sanitaria (150 milioni di euro), Big data e innovazione digitale (24 milioni per il Tecnopolo di Bologna), l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali (60 milioni), il fondo investimenti per gli enti locali emiliano-romagnoli (80 milioni), il Programma straordinario di investimenti per i territori maggiormente colpiti dalla pandemia Covid, i territori montani e le aree interne (40 milioni). Sono i contenuti del Bilancio di previsione 2021 e pluriennale al 2023 della Regione Emilia-Romagna, approvato dalla Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini e ora all’esame dell’Assemblea legislativa, dove inizia l’iter nelle commissioni che porterà al voto finale in Aula a dicembre. Scelte possibili grazie a conti in ordine, -56 milioni di euro l’indebitamento il prossimo anno, lasciando invariate le tasse regionali per il sesto anno consecutivo, alleggerendo anzi il carico fiscale attraverso le misure varate (dall’esenzione ticket al taglio Irap, dai mezzi di trasporto gratuiti per gli studenti all’abbattimento delle rette dei Nidi). E il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica fissati a livello nazionale, pur in periodo Covid, producendo un saldo positivo di oltre 71 milioni.


ROMAGNA: Effetto pandemia, calo dei consumi oltre il 20% in tutto il territorio | VIDEO Economia

ROMAGNA: Effetto pandemia, calo dei consumi oltre il 20% in tutto il territorio | VIDEO

Come era da aspettarsi la seconda ondata di coronavirus con le conseguenti restrizioni ha avuto un impatto importante su tutto il commercio, dalla vendita di abbigliamento, alla ristorazione, solo per frane alcuni esempi. E’ quanto viene segnalato dall’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi, elaborato dal centro studi Confimprese in collaborazione con Ey. A livello nazionale si è registrato un calo rispetto ai dati di agosto e settembre. Sul mese di ottobre perde terreno la ristorazione (-27,2%) con 11 punti rispetto a settembre, anche se il settore che ha perso maggiormente è l’abbigliamento con -26,5% (-12,9 punti in settembre). La Regione Emilia-Romagna ha registrato complessivamente un  -21,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le vendite dei settori retail non-food e ristorazione – dichiara Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY – hanno dimostrato di essere fortemente legate alle misure di limitazione dell’apertura dei punti vendita, mentre il consumatore ha dimostrato che, ove possibile, vuole ritornare a spendere e ad avere una vita sociale. Per quanto riguarda le singole province i dati peggiori  li registra Modena -24,9%, seguita da Rimini -22,7%, Forlì-Cesena -23,1%, Reggio Emilia -21,7%, Bologna -20,2%, Parma -18,2%. Il mese di ottobre gela la lenta ripresa dei consumi – commenta Mario Maiocchi, direttore Centro Studi Confimprese – Il timore è che si possa prospettare ancora per i prossimi mesi un’alternanza di periodi simili al primo lockdown (-77,9%) e al post lockdown (-21,4%) con le pesanti conseguenze che si possono immaginare sulla tenuta del settore.  


ROMAGNA: Covid e economia, crescono i risparmi in banca | VIDEO Economia

ROMAGNA: Covid e economia, crescono i risparmi in banca | VIDEO

La situazione di perdurante emergenza sanitaria ha creato incertezza anche a livello economico. La conseguenza è stata una corsa al risparmio in attesa di una situazione più tranquilla per gli investimenti.  Nei primi nove mesi di quest’anno, le somme in banca delle imprese sono cresciute del 21%, arrivando a sfiorare i 365 miliardi di euro. In parallelo i risparmi sui conti correnti delle famiglie, circa 1.080 miliardi di euro, sono saliti del 3,4% da gennaio a fine settembre. In base ai dati della Banca d’Italia sulla raccolta bancaria Il Sole 24 Ore ha mappato i depositi pro capite e stilato una classifica, per provincia, dei territori dove nei primi otto mesi del 2020 si è “risparmiato” di più.  Per quanto riguarda la Romagna, la spinta alla liquidità parte da Forlì-Cesena (+8,3%) seguita da Rimini (7,7%) e Ravenna (5,1%). Osservando, invece, i depositi delle famiglie, la somme accantonate crescono in primis nella provincia di Forlì-Cesena (2,1%), Ravenna (2%) e Rimini (1,1%). Nel nostro territorio Crescono i depositi bancari, ma calano di conseguenza acquisti e investimenti. Il fenomeno va osservato da più punti di vista. Da un lato c’è l’effetto diretto delle misure di sostegno alla liquidità introdotte per famiglie e imprese, ancora con il decreto Cura Italia. Si affiancano i prestiti garantiti erogati, finora per 80 miliardi, e le sospensioni dei pagamenti (tasse, cartelle e contributi),  dall’altro lato c’è l’incertezza che avvolge i prossimi mesi, con gli spettri di una riduzione dei redditi, della disoccupazione e di una prolungata reticenza alla spesa che potrebbe minare la ripresa.


EMILIA-ROMAGNA: Il Covid abbatte gli incassi, senza utile un’azienda su due | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Il Covid abbatte gli incassi, senza utile un’azienda su due | VIDEO

Un'economia, quella dei primi sei mesi del 2020, segnata dall'emergenza Coronavirus che ha posto il Paese ,e con esso l'Emilia-Romagna, di fronte a "una crisi che non è solo una crisi economica senza precedenti ma che ha caratteristiche assolutamente inedite" tali da rendere difficili anche stime sul futuro. E' quanto emerso nell'aggiornamento sulla congiuntura economica regionale stilato dalla sede Bolognese della Banca d'Italia, secondo cui, "nel primo semestre dell'anno la diffusione della pandemia di Covid-19 ha avuto pesanti ripercussioni" sul tessuto emiliano-romagnolo tanto che l'indicatore trimestrale dell'economia regionale, ribattezzato Iter ed elaborato dall'istituto ha evidenziato una contrazione del 5,6% nel primo trimestre e del 18,6% nel secondo. Circa un'impresa su due, inoltre, conta di chiudere il 2020 in pareggio o in perdita.


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