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EMILIA-ROMAGNA: Effetto pandemia, in un anno persi 60mila posti di lavoro Economia

EMILIA-ROMAGNA: Effetto pandemia, in un anno persi 60mila posti di lavoro

In un anno in Italia sono stati persi 945mila posti di lavoro, un calo di oltre il 4%. I dati diffusi dall’Istat testimoniano le gravi ripercussioni che la crisi scatenata dalla pandemia ha avuto sul mercato del lavoro. In Emilia-Romagna i numeri sono leggermente migliori: alla fine del 2020 si è registrata una riduzione di 60mila occupati rispetto allo stesso periodo del 2019, per una flessione più contenuta pari al 2,9 per cento. Secondo il report elaborato da Unioncamere Emilia-Romagna, il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente stabile da un anno all’altro, attualmente è al 6,1%. L’aumento della disoccupazione è stato frenato dal blocco dei licenziamenti e dalla spinta data dalla pandemia alla fuoriuscita dal mercato del lavoro. Si è avuta infatti una nuova riduzione delle forze di lavoro e un contemporaneo aumento di coloro che non cercano e non sono disponibili a trovare un impiego. Questi movimenti confermano l’attuale stasi del mercato dovuta al blocco dei licenziamenti, ed evidenziano ancora una volta l’uscita imposta dal lockdown ad alcune categorie di lavoratori, non protetti dalle misure adottate a salvaguardia dell’occupazione. C’è un settore che tuttavia può sorridere, al termine di un anno difficile. Rispetto all’ultimo trimestre 2019, l’occupazione in agricoltura continua infatti a salire: +3% sull’anno, per 83mila persone impiegate.


EMILIA-ROMAGNA: Commercianti esasperati, “Chiediamo al Governo di poter lavorare” | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Commercianti esasperati, “Chiediamo al Governo di poter lavorare” | VIDEO

L’accelerata della pandemia avvenuta lo scorso autunno e i conseguenti provvedimenti restrittivi hanno accentuato ulteriormente la tendenza negativa delle vendite nell’ultimo trimestre del 2020. L’anno si è chiuso con una perdita del 5,6%, il risultato peggiore negli ultimi sette anni. Secondo l’indagine realizzata da camere di Commercio e Unioncamere Emilia-Romagna le difficoltà maggiori si riscontrano nel commercio al dettaglio non alimentare, che registra un -10,2% mentre la perdita è molto più contenuta per le rivendite di alimenti, con una riduzione del 2%. In regione cala del 2% anche il numero delle imprese attive nel commercio al dettaglio, dato che scende ulteriormente se si guarda al territorio di Ferrara dove si registra un -3,1%. Ciò che le associazioni di categoria auspicano è una presa di coscienza della reale situazione del Paese da parte di chi ha in mano il futuro di numerose attività.Abbiamo sentito il Presidente di Ascom Ferrara Giulio Felloni    


ROMAGNA: Imprese, Maggioli “il 2021 potrebbe già essere un anno di ripartenza” | VIDEO Economia

ROMAGNA: Imprese, Maggioli “il 2021 potrebbe già essere un anno di ripartenza” | VIDEO

Cambio dei colori regionali e conseguente alternanza tra restrizioni e allentamenti delle norme. Una situazione con la quale le imprese della Romagna stanno facendo i conti da oltre un anno. Tante aziende hanno continuato a lavorare durante la pandemia e hanno gettato le basi per la ripartenza che potrebbe esserci già in questo 2021. Anche di questo abbiamo parlato con il presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli, ospite del nostro Talk 24


EMILIA-ROMAGNA: L’export regge l’urto della pandemia, crollo della moda | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: L’export regge l’urto della pandemia, crollo della moda | VIDEO

Nonostante l’impatto della pandemia, nel 2020 l’Emilia-Romagna si conferma seconda regione italiana per esportazioni dopo la Lombardia. Le vendite all’estero hanno subìto un calo dell’8,2%, ma la situazione è migliorata negli ultimi mesi dell’anno con una contrazione ridotta all’1,5%. Secondo i dati Istat elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, il settore che ha accusato di più il colpo è quello della moda: l’anno scorso l’export del comparto ha registrato un tonfo superiore al 18 per cento del giro d’affari. Il risultato è dovuto soprattutto al cambiamento delle abitudini di consumo e all’aggravarsi della pandemia. Sono calate anche le esportazioni di macchinari e apparecchiature meccaniche e l’industria della metallurgia. Risultati positivi per l’export di prodotti farmaceutici, mezzi di trasporto, ceramica e vetro e l’industria del tabacco, tengono l’alimentare e le bevande. Nel quarto trimestre del 2020 l’export regionale ha sofferto il riacutizzarsi della pandemia sui mercati europei, il principale sbocco, mentre ha beneficiato della ripresa del mercato statunitense e di quelli dell’Asia. Nel dettaglio, la vendita dei prodotti emiliano-romagnoli è in ripresa in Germania, mentre si riduce in Francia e soprattutto in Spagna con numeri a doppia cifra. E’ boom di esportazioni verso l’india (+22%) e verso la Cina (+17%).


EMILIA-ROMAGNA: Imprese femminili, aumentano le straniere e diminuisco le giovani | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Imprese femminili, aumentano le straniere e diminuisco le giovani | VIDEO

Leggera flessione verso il basso per le imprese femminili attive in Emilia-Romagna nel 2020. Si tratta di una diminuzione  dell’0,5% per le imprese in rosa rispetto alla fine del 2019, confermando il ritmo della discesa del trimestre precedente. I dati sono stati certificati dal Registro delle imprese delle Camere di commercio ed elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna e l’andamento delle imprese in rosa è diametralmente opposto per la componente giovanile e per quella straniera. A fine anno le imprese femminili giovanili erano 7.955 pari al 9,4 delle imprese femminili regionali e da 19 trimestri mostrano una tendenza negativa tanto da avere subito un calo del 3,3% rispetto al dicembre 2019. Le imprese femminili straniere risultano invece in aumento dall’inizio della rilevazione seppur con una tendenza positiva più contenuta nel 2020 e le ha portate a quota 11.563 pari al 13,7 delle imprese femminili dell’Emilia-Romagna. I settori di attività economica vedono in calo agricoltura, moda, commercio e ristorazione.  Aumentano le imprese delle costruzioni e le attività immobiliari , oltre ai servizi alle imprese Nonostante la leggera flessione delle imprese femminili, le società di capitale sono di nuovo notevolmente aumentate  di 429 unità anche per effetto della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Infine le cooperative e consorzi sono rimasti sostanzialmente invariati.


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