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EMILIA-ROMAGNA: Banche anticipano la cassa integrazione, Cisl “Soddisfatti” | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Banche anticipano la cassa integrazione, Cisl “Soddisfatti” | VIDEO

La cassa integrazione verrà anticipata e liquidata ai lavoratori su conti correnti dedicati. E’ il frutto del protocollo siglato in Regione Emilia-Romagna con sindacati, associazioni di categoria e istituti bancari, che fa seguito all’accordo tra Governo e Abi sottoscritto lunedì. Questo significa che ai lavoratori di aziende in difficoltà basterà attendere pochi giorni, e non settimane, per avere il pagamento dell’ammortizzatore sociale, dando alle famiglie una boccata d’ossigeno in un momento difficile. “Nessuno deve restare indietro. Questo accordo– affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore Colla- va in questa direzione migliorando e uniformando gli strumenti per accompagnare lavoratori in difficoltà. Un modo rapido per assicurare alle famiglie continuità di reddito. Ma il nostro obiettivo principale resta quello di uscire più rapidamente possibile dalla crisi e trovarci pronti alla ripartenza”. L’accordo prevede l’attivazione di finanziamenti individuali da parte degli istituti bancari a costo zero e a tasso zero per lavoratori dipendenti di aziende in crisi. Il finanziamento si configura come un anticipo sugli ammortizzatori sociali spettanti al lavoratore per supportarlo nei periodi di temporanea assenza di reddito, in attesa di percepire da parte dell’Inps le indennità di sostegno al reddito spettanti. Le ‘aziende in crisi’ sono quelle che attivano ammortizzatori sociali e non hanno le condizioni per anticipare ai lavoratori il sostegno al reddito. Aziende che hanno attivato gli ammortizzatori sociali conservativi per far fronte a fasi di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale, o in situazione di grave dissesto finanziario, o per sostenere processi di riorganizzazione aziendale o ancora che debbano affrontare una riduzione o cessazione temporanea dell’attività, o abbiano attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2020, anche a seguito dell’emergenza Covid-19. Nel video l'intervista al segretario di Cisl Romagna, Francesco Marinelli.


EMILIA-ROMAGNA: Sos manodopera in agricoltura, “Serve incentivo al lavoro” | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Sos manodopera in agricoltura, “Serve incentivo al lavoro” | VIDEO

La carenza di manodopera rischia di mettere in serio pericolo lo svolgimento delle attività agricole, in un momento in cui è necessario invece continuare il lavoro per garantire gli approvvigionamenti a supermercati e negozi alimentari. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Emilia-Romagna, che spiega come gli operatori stagionali, che provengono in gran parte dall’Est Europa, difficilmente quest’anno torneranno a lavorare in Italia a causa del blocco delle frontiere e per paura del contagio. Mentre ci sono settori cardine dell’economia regionale completamente bloccati – come turismo e commercio -, con dipendenti stagionali fermi al palo, l’agricoltura è alla disperata ricerca di maestranze per avviare la raccolta di frutta e verdura e per le prime operazioni colturali, come il trapianto del pomodoro. Da questo nasce la proposta di Confagricoltura Emilia-Romagna presentata all’assessore regionale al Lavoro, Vincenzo Colla: incentivare i lavoratori a spostarsi nei campi. «Servono iniziative atte a facilitare l’interazione tra domanda e offerta di lavoro - spiega il presidente Marcello Bonvicini -  che orientino le risorse umane disponibili verso il primario e quindi abbiamo chiesto alla Regione di introdurre incentivi in grado di motivare il lavoratore senza occupazione, nel turismo o nel commercio, incoraggiandolo a passare dalla Cassa integrazione in deroga a un impiego nel comparto agricolo in una prospettiva a medio o a più lungo termine».


EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, altre 9 settimane di cassa integrazione in deroga Economia

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, altre 9 settimane di cassa integrazione in deroga

Nelle ore in cui il Governo ha approvato il decreto ‘Cura Italia’, la maxi-manovra da 25 miliardi di euro per rispondere all’emergenza sanitaria, la Regione Emilia-Romagna ha deciso le nuove misure per sostenere l’economia del territorio. Una boccata d’ossigeno per aziende e lavoratori, che arriva a una settimana dal primo stanziamento da 45 milioni. La Giunta regionale ha concesso altre 9 settimane di cassa integrazione in deroga e quasi 7 milioni di euro per welfare e famiglie, di cui 1,7 per le persone in situazioni di fragilità, a partire dai senza fissa dimora. Sono previste agevolazioni e proroga delle scadenze rispetto a lavori e procedure della ricostruzione post sisma, mentre è stato approvato un bando da 10 milioni di euro per permettere alle aziende di accedere al credito a interessi zero. Il nuovo periodo di cassa integrazione si aggiunge alle quattro settimane già decise, che coprivano il periodo fino al 23 marzo. Può essere richiesta da ogni datore di lavoro privato che non abbia accesso agli ammortizzatori ordinari. Per aiutare gli imprenditori, specie le piccole e medie imprese, la Regione ha pensato a una prima iniezione di liquidità. Il bando da 10 milioni per l’accesso al credito permetterà di ottenere fino a 150mila euro a tasso zero per 36 mesi. Operazione fatta insieme ai Consorzi fidi e alle banche e in grado di generare investimenti per almeno 100 milioni di euro. La Giunta ha poi deciso di stanziare altri 5 milioni per aumentare il Fondo ordinario per i nidi, per sostenere i Comuni nel far fronte alle mancate entrate delle rette.


EMILIA-ROMAGNA: Cassa integrazione straordinaria, Bonaccini “Primi in Italia” | VIDEO Economia

EMILIA-ROMAGNA: Cassa integrazione straordinaria, Bonaccini “Primi in Italia” | VIDEO

E’ stato siglato ieri l’accordo tra Regione e sindacati per introdurre la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori delle aziende in difficoltà a causa del coronavirus. Vediamo i dettagli Sono 38 milioni di euro per un mese di cassa integrazione straordinaria. Questi i numeri dell’accordo siglato venerdì in Regione assieme a Cgil, Cisl e Uil, il primo in Italia,  in supporto ai lavoratori delle aziende colpite dalla crisi causata dal coronavirus. Nel dettaglio, l’accordo avrà valore retroattivo, partirà cioè dal 23 febbraio e durerà un mese. Possono accedervi in deroga i datori di lavoro del settore privato e delle unità produttive e operative di tutta l’Emilia-Romagna, a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso, tutto o in parte, a causa degli effetti economici negativi causati dalle ordinanze. Questo vale anche per le aziende esterne alla regione, ma con lavoratori domiciliati in Emilia-Romagna.  


RAVENNA: Il porto pronto al restyling, in lizza due consorzi Economia

RAVENNA: Il porto pronto al restyling, in lizza due consorzi

I lavori saranno anticipati a fine anno. Il porto di Ravenna è pronto al restyling con una nuova banchina di oltre un chilometro, il potenziamento di quelle già esistenti, una nuova logistica, nuovi scali ferroviari merci e collegamenti con l'autostrada per implementare il traffico delle merci su gomma e ferro. È in sintesi il progetto 'Ravenna port hub', che quest'anno potrebbe passare dalla fase esecutiva a quella operativa, con l'apertura dei primi cantieri. "Contiamo di far partire il lavoro già a fine 2020, in anticipo sulle previsioni, se tutto va bene - spiega al Corriere di Bologna il presidente dell'Autorità portuale di Ravenna, Daniele Rossi - intanto siamo molto soddisfatti delle due offerte che sono state presentate". Le offerte sono arrivate in risposta al bando di gara relativo al progetto (del valore di 200 milioni di euro) pubblicato dall'Autorità del Sistema portuale del mare Adriatico centro settentrionale: la prima è stata presentata dal Consorzio stabile Sis Scpa con sede a Torino, la seconda dal Consorzio Stabile Grandi Lavori scrl. L'esame delle due buste è cominciato il 24 febbraio e dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. I lavori dureranno anni. Ad oggi il porto impiega circa seimila dipendenti (l'indotto arriva a 15mila lavoratori): "Procedere con un piano di riqualificazione importante come quello che dovrebbe partire a breve - aggiunge il presidente - significa aumentare e di molto il livello di competitività della struttura sul piano nazionale. Vogliamo candidarci a essere un porto d'approdo per la nuova 'Via della seta' nell'ottica, ovviamente, di una visione a lungo termine". Il progetto prevede una spesa complessiva di 235 milioni di euro.


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