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EMILIA-ROMAGNA: Tariffe in aumento per le vacanze, Codacons lancia l’allarme | VIDEO

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Se dalla pandemia usciremo più poveri, dopo le ferie i conti potrebbero andare in rosso. Perché sanificare e distanziare ha i suoi costi, e all’incognita dei turisti che non arriveranno, gli operatori potrebbero decidere di aumentare i costi. A fare i conti è il Codacons: una vacanza di 10 giorni potrebbe arrivare a costare fino al 20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa a testa da 736 euro a 883 euro. Rincari che non risparmiano nessuna voce: si va da un rialzo medio del 9% per la ristorazione, dell’8% delle strutture ricettive, del 15% del trasporto aereo e del 12% di traghetti e navi. Rincari che non dovrebbero riguardare le strutture romagnole, che possono contare su ampi spazi. Ma dove le spiagge non sono molto lunghe – come in Liguria o Salento - le postazioni obbligatoriamente distanziate si ridurranno del 50%, e le tariffe saranno ritoccate verso l’alto. Sul fronte delle strutture ricettive, al momento gli italiani sembrano preferire gli appartamenti agli hotel: per il sito Casa.it le richieste di abitazioni in affitto con piscina in Sicilia, Liguria e Toscana sono quadruplicate, e vi è maggiore interesse per luoghi come Valtellina (+234%), Bormio (+157%) o Cernobbio (+71%). La soluzione non è però rimanere in città, perché al carovacanze si aggiungono altri aumenti: dal parrucchiere agli estetisti (con tariffe aumentate in media del 20-25% sia per il Codacons che per il Centro Consumatori Italia). Fino ai rincari dei beni di prima necessità: tra febbraio e maggio, calcola l’Unione Consumatori, il prezzo della frutta fresca è aumentato del 12,8%, quello dei vegetali surgelati di quasi il 5%, quello delle patate del 4,4%, quello dei piatti pronti del 3,1%, i prodotti per la pulizia della casa hanno registrato un +3,4%. AIn forte rialzo anche computer, stampanti, telefonia: insomma, gli strumenti per lo  smart working