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RIMINI: L'urlo di Confesercenti, col Covid piccoli esercizi allo stremo
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RIMINI: L'urlo di Confesercenti, col Covid piccoli esercizi allo stremo

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“Dopo due anni di pandemia e di regole contraddittorie tra loro, sfornate ogni settimana, periodi di chiusura e l’aumento di costi per le bollette, i commercianti sono allo stremo. Ci si attende un recupero di incassi dalle vendite in sconto ma con le nuove regole, a volte incoerenti tra di loro, l'obiettivo verrà mancato": lo dichiara il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini, commentando i temi del nuovo Dpcm, commercio e turismo. "Un’iniquità nel trattamento delle varie merceologie e un’incoerenza, ad esempio, c’è quando si è stilata la lista degli esercizi dove si potrà entrare senza green pass base, stabilendo cosa è considerato di prima necessità per la persona oppure no- sottolinea Vagnini -  Sono state escluse le tabaccherie dove si vendono anche valori bollati, le scarpe e l'abbigliamento non sono stati inseriti tra i bisogni primari. Un altro esempio sono i centri commerciali, dove si può andare all'interno dell'alimentare, che poi vende di tutto, senza green pass; mentre i negozi che si trovano all'interno della stessa galleria devono chiedere la certificazione verde". Il risultato, secondo il presidente di Confesercenti Rimini, è che "nei piccoli esercizi commerciali gli acquirenti sono sempre meno, non c'è certamente assembramento, ma il risultato delle nuove regole è creare ulteriori difficoltà ai commercianti che da due anni lottano per restare in piedi". Non va meglio per il turismo: "siamo preoccupatissimi per la prossima stagione - conclude Vagnini -  Occorre darci una regolata, mentre l'Europa va da un'altra parte, in Italia continuiamo sulla strada dei Dpcm con regole che da altri paesi sono considerate superate".

(foto archivio)