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RIMINI: Evasione fiscale, la lotta dà i primi frutti | VIDEO


Nella prima metà dell’anno il Comune di Rimini è riuscito a incassare il 35 per cento in più dell’imposta di soggiorno rispetto allo stesso periodo del 2018. Questo dopo che a febbraio l’assessorato al Bilancio aveva introdotto il nuovo pacchetto di norme per il contrasto all’evasione fiscale che comprende controlli serrati dell’Ausl e dell’Ispettorato del Lavoro a quelle attività, in particolare alcuni hotel, che sistematicamente non versano il dovuto.

Le strutture ricettive che hanno rispettato la scadenza sono state 50 in più rispetto a un anno fa. Anche attraverso Airbnb il prelievo dell’imposta di soggiorno funziona, con un gettito doppio rispetto a quando entrò in vigore la convenzione tra il Comune e il portale americano di alloggi turistici. Un risultato facilitato anche dai nuovi software per la gestione dell’imposta che permettono di compiere controlli in tempo reale su tutte le informazioni inserite dagli albergatori.

Sul versante della tassa sui rifiuti, con la prima scadenza del 31 maggio sono stati recuperati 580mila euro in più rispetto allo stesso periodo del 2018 – fa sapere Palazzo Garampi - nonostante il ritocco al ribasso delle tariffe.