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economia

ROMAGNA: Confindustria, metà delle aziende ha subito “effetti severi” | VIDEO


Quanto il lockdown ha danneggiato le aziende romagnole? La metà di loro dichiara di avere subito “effetti severi” nel corso dell’emergenza sanitaria con una maggiore incidenze per quelle più piccole. A rivelarlo è il Centro studi di Confindustria Romagna che in collaborazione con il Dipartimento di Scienze aziendali dell’Università di Bologna - Campus di Rimini, ha eseguito un’indagine su 200 imprese del territorio. Lo smart-working, a cui in molti casi si è ricorsi in fretta e furia, non ha portato a una riduzione della produttività nel 68% dei casi, o se si è verificata, è stata comunque bassa. Nei primi quattro mesi dell’anno rispetto all’anno scorso si stima una perdita media del fatturato di 15 milioni di euro per le piccole imprese, di 21 milioni per quelle medie e di 186 milioni per le grandi. Solo il 18% di loro afferma di avere accresciuto i numeri.

Ma nelle fase due ad incidere sui bilanci sono i nuovi costi. Quelli per l’adeguamento degli spazi e per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione. Per le grandi aziende l’investimento medio è di 252 mila euro, per le medie di 26 mila e per le piccole di 13 mila. Si tratta di una spesa mensile media che va da duemila a 33 mila euro a seconda della dimensione dell’azienda.

Ciò che più preoccupa gli imprenditori romagnoli è la riduzione della liquidità per effetto della contrazione delle vendite e per i ritardati o i mancati pagamenti dei clienti. Alle imprese non piace l’idea di indebitarsi e preferiscono misure come la sospensione delle rate o la proroga dei prestiti.