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ROMAGNA: Economia, le aziende tengono, preoccupano l’instabilità e aumento dei costi | VIDEO

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Continuano a tenere il passo, le aziende della Romagna, ma preoccupa la situazione incerta dovuta all’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, la difficoltà di reperirle e la guerra in Ucraina.  Dai dati emersi dall’indagine congiunturale realizzata dal centro studi di Confindustria Romagna e riferita al primo semestre 2022, affiora che la media dei rincari dei costi energetici nella prima parte dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2021, è pari all’85,93%, mentre la media dei rincari dei costi delle materie prime è del 28,63%. Le aziende, comunque,  mantengono numeri in positivo in Romagna: produzione +10%, fatturato totale +12,1%, fatturato interno +10,7%, fatturato estero +13,2%, occupazione +2,4%. Persistono le difficoltà da parte delle aziende nel reperire figure professionali adeguate alle proprie esigenze: per il 43,6% del campione sono elevate e molto elevate, solo il 10,4% non rileva alcuna difficoltà. Per il secondo semestre, la produzione viene prevista in aumento da un 86,5%. Le maggiori preoccupazioni rilevate, risultano essere i rincari, la prosecuzione del conflitto russo-ucraino, le difficoltà nel reperire materie prime e l’eventuale ritorno dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. “Le nostre aziende operano in un contesto socio-politico ed economico caratterizzato da molte incertezze– spiega Roberto Bozzi Presidente di Confindustria Romagna – È determinante quindi, creare tutte le opportunità utili a superare la crisi e creare le basi per il futuro”.  La Romagna e Ravenna, inoltre, possono giocare un ruolo importante nella transizione energetica, diventando la green energy valley d’Italia.