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ROMAGNA: Quattromila imprese siglano un patto per lo sviluppo economico | VIDEO


I presidenti di sette associazioni di categoria romagnole, che rappresentano quattromila imprese e oltre 100mila lavoratori, hanno siglato a Rimini un patto per la valorizzazione economica della Romagna dal nome ‘Città Romagna’. Un progetto che non ha ambizioni autonomistiche per la subregione – come precisano i protagonisti – ma che ha l’obiettivo di farla contare di più, colmando il gap che la separa dall’Emilia a partire dalle infrastrutture.

Proprio in questi giorni, e sempre da Rimini, è nata la polemica sull’insediamento di corsi di Medicina a Ravenna e a Forlì, con il sindaco riminese Andrea Gnassi che ha protestato per la mancanza di un dibattito tra le città sulla scelta dei poli. I prossimi step sono l’individuazione di un portavoce di ‘Città Romagna’ e la presentazione dei cinque punti del programma.

“La competizione globale tra territori è diventata in questi ultimi anni sempre più serrata e in ampi settori della società romagnola si è diffusa la consapevolezza che bisogna crescere più velocemente per portarsi al livello delle aree più avanzate – spiegano i vertici delle sette organizzazioni aderenti al progetto - l’unità d’intenti tra le realtà economiche, associative, sociali e amministrative garantirebbe la forza necessaria per confrontarsi alla pari con le zone all’avanguardia. Le nostre singole città, pur espressione di eccellenze, da sole infatti non hanno le dimensioni demografiche ed economiche per poter competere in una sfida in cui le grandi città e le aree metropolitane sono le capofila dello sviluppo economico e sociale”.

“Secondo i più attenti studiosi della competizione globale tra territori, le zone con maggiori potenzialità di sviluppo contano un milione di abitanti, sono vicine al mare e gravitano attorno a grandi comparti industriali – proseguono i firmatari - è la fotografia della nostra Romagna che conta un milione e centomila abitanti, si è sviluppata come una grande area urbana, spesso senza soluzione di continuità soprattutto sulla costa, ha importanti comparti economici e una comune identità storico-culturale”.