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BOLOGNA: Comunali, otto candidati per il dopo Merola Politica

BOLOGNA: Comunali, otto candidati per il dopo Merola

A Bologna, sotto le due torri, ci sono otto pretendenti alla carica di sindaco in vista delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre: per il dopo Virginio Merola, primo cittadino Pd che termina due mandati, si sfideranno Fabio Battistini, candidato per il centrodestra da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Bologna ci piace e Popolo della famiglia; Matteo Lepore, assessore uscente e sostenuto da una ampia coalizione di centrosinistra composta da Pd, M5s, Coalizione civica, Europa verde, Volt-socialisti, Matteo Lepore sindaco e Anche tu Conti; Stefano Sermenghi appoggiato da Bfc e Italexit; Dora Palumbo per Sinistra Unita; Marta Collot per Potere al Popolo; Andrea Tosatto per il movimento 3V; Federico Bacchiocchi del Partito Comunista dei lavoratori e infine Luca Labanti del Movimento 24 agosto. Queste settimane di campagna elettorale stanno proseguendo con fitti incontri e dibattiti pubblici sui temi caldi della città. Uno di questi è il progetto della rete tramviaria: Battistini, contrario all'opera, ha più volte indicato che questo voto sarà anche un referendum su un'opera fortemente voluta dalla giunta uscente per cui è già stato pubblicato il bando di gara per la prima tratta. Lepore ha invece, nell'ambito del suo ampio programma elettorale, lanciato l'idea di un distretto del divertimento notturno in zona fiera, a pochi passi dal nuovo tecnopolo. L'obiettivo è riqualificare una zona degradata rendendolo vivibile 24 ore su 24. Tra i candidati minori c'è poi una proposta atipica sui parcheggi: per Stefano Sermenghi, candidato di Bologna Forum Civico, è invece ora di eliminare in città tutte le "strisce blu a pagamento" optando per sosta libera con disco orario.


BOLOGNA: Draghi, “Bisogna fare ciò che si deve anche se impopolare” | VIDEO Politica

BOLOGNA: Draghi, “Bisogna fare ciò che si deve anche se impopolare” | VIDEO

“Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per avere un risultato immediato”. Alla vigilia della discussione in Consiglio dei ministri, giovedì, del super Green pass per lavoratori pubblici e privati, Mario Draghi a Bologna ha preso in prestito le parole di Nino Andreatta per parlare dello stile di governo. All’ex ministro è stata inaugurata l'Aula Magna della Bologna Business School. Presenti anche Romano Prodi ed Enrico Letta. Una giornata tutta bolognese per il premier che è poi intervenuto al G20 delle religioni dove ha detto che davanti agli scontri, bisogna anteporre la celebrazione della diversità e il dialogo tra le culture. Cruciale il ruolo della politica: "In certi momenti della storia, il non agire è immorale", ha detto Draghi. "Al terrore, alla sopraffazione anche subdola che vuole privarci dei nostri valori in nome della religione dobbiamo opporci". Si è detto inoltre preoccupato, Draghi, dalla crescita di fenomeni di estremismo: "Il dovere della politica è l'azione, preceduta, guidata dallo studio e dalla riflessione".



CATTOLICA: Vaccini, Conte, “Obbligo extrema ratio ma se serve lo usiamo” | VIDEO Politica

CATTOLICA: Vaccini, Conte, “Obbligo extrema ratio ma se serve lo usiamo” | VIDEO

Il presidente del Movimento 5 Stelle è tornato in Romagna per sostenere i candidati sindaci di Rimini e Cattolica. In quest’ultima città ha parlato di obbligo vaccinale e dissidi all’interno della maggioranza di governo.     Per il ministro Speranza l’obbligo vaccinale è una ipotesi “concreta”, ma per il Movimento 5 Stelle rimane una “extrema ratio”, ha detto il presidente cinquestelle Giuseppe Conte a margine di un appuntamento elettorale a Cattolica a chi gli chiedeva di commentare le parole del ministro. Ma se la curva dei contagi lo rende necessario “dobbiamo utilizzarla”, come misura, “non possiamo sottrarci”. Intanto “continuano a spingere sul Green pass”. “Non mi permetterei mai di dire a una forza politica che ha assunto una responsabilità di governo, di partecipare alla salvezza del Paese, di dire che deve andare fuori dal governo”, ha detto poi il presidente in riferimento ai recenti attriti con la Lega. Ha inoltre aggiunto che è possibile che nella politica sanitaria la Lega cambi continuamente posizione, “al limite lo può fare Fratelli d’Italia che stando all’opposizione può giocare sull’ambiguità”. Conte non ha intenzione di lasciare il Movimento 5 Stelle a breve per stanchezza. È quanto ha voluto chiarire. “Se si assume una responsabilità del genere”, prima come presidente del Consiglio e ora del movimento, ha dichiarato Conte, “vi assicuro è un impegno enorme, un impegno serio, e questo richiede quindi un grande e costante sforzo fisico”. Non voleva dire Conte “sono stanco”. Anzi, “c’è tanto entusiasmo” per andare avanti, ha aggiunto.



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