Guarda TR24 Canale 11, il network all news del territorio
EMILIA-ROMAGNA: Conte, "Voto regionali non decisivo per sorti governo"
politica

EMILIA-ROMAGNA: Conte, "Voto regionali non decisivo per sorti governo"

  • Di:
  • 214 visualizzazioni

Il voto regionale del 26 gennaio in Emilia-Romagna? “Questo voto è importante, ma rimane espressione di una comunità regionale e non decide del destino del governo nazionale”. Ne è convito il premier Giuseppe Conte che in un’intervista al Corriere della Sera, assicura anche che per quanto riguarda la verifica di governo, da lui stesso sollecitata e promessa, “si tratterà più esattamente di un ‘confronto’ con le varie forze di maggioranza per impostare l’Agenda 2023, sulla base di alcune priorità che io stesso ho individuato” afferma il presidente del Consiglio. Per quanto rigurda la manovra Conte promette: "Realizzeremo un’ampia riforma dell’Irpef e accelereremo il piano degli investimenti, creando una più intensa sinergia tra pubblico e privato”.

Nel corso del colloquio, al quotidiano di via Solferino che obietta che nella prossima manovra ci sono già 20 miliardi di clausole di salvaguardia e che quindi potrebbe essere inevitabile far salire l’Iva su alcuni prodotti e tagliare le agevolazioni fiscali, il premier spiega che “in soli tre mesi siamo riusciti a trovare 23 miliardi e, allo stesso tempo, abbiamo ridotto il carico fiscale per lavoratori, famiglie e imprese: in un anno faremo molto di più e l’Iva non aumenterà”, assicura, per poi promettere: “Realizzeremo un’ampia riforma dell’Irpef e accelereremo il piano degli investimenti, creando una più intensa sinergia tra pubblico e privato”. Per questo obiettivo, non nasconde, “confidiamo molto nei frutti dell’azione di lotta all’evasione”. Però il cammino è lastricato di imprevisti, uno dei quali è rappresentato dal referendum sul taglio dei parlamentari, che con il contributo decisivo della Lega di Salvini rischia però di diventare un punto che va a vantaggio proprio del partito de non voto. Su questo punto il premer osserva che se “sollecitare il pronunciamento dei cittadini è cosa in sé pienamente legittima”, tuttavia “se questo percorso referendario viene sollecitato anche da partiti, come la Lega, che sin qui hanno sostenuto questa riforma e adesso provano a metterla in discussione sperando di destabilizzare il governo, allora vi è qualcosa che non torna”. E poi dice di non credere che “i cittadini premieranno espedienti ispirati a mera convenienza elettorale”.