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ROMAGNA: Bocciato emendamento pertinenziali, indignazione di Gnassi a Lega | VIDEO


Dietrofront sull’eliminazione dei maxi canoni delle cosiddette pertinenze demaniali marittime. Pochi giorni fa sembrava cosa fatta, e invece martedì è stato smontato tutto dopo che la Ragioneria di Stato ha bocciato l’emendamento dell’Anci per ragioni di coperture economiche.

Venerdì scorso era arrivato il via libera in Commissione bilancio sull’emendamento presentato dall’associazione dei Comuni italiani sui cosiddetti pertinenziali, ovvero gli immobili commerciali che al termine della concessione sono rientrati nel demanio pubblico, come bar e ristoranti nella zona mare. La Finanziaria del 2007 aveva fatto schizzare i loro canoni passati da poche migliaia a diverse decine di migliaia di euro. Dei super affitti, specie se confrontati con quelli pagati da altri concessionari marittimi, che hanno fatto saltare diverse imprese e lasciato alcune di queste strutture deserte. L’Anci, temendo il fallimento di altre imprese e l’avanzare del degrado urbano, ha preso in mano la vicenda. Una battaglia che ha visto la Romagna e Rimini in prima fila e che ora torna al punto di partenza.

“Da una parte annunciano miliardi di euro per sostenere il turismo, dall’altra si procede con bombardamenti chirurgici per affossare un intero settore in bilico da 13 anni”. Ha espresso così tutta la sua indignazione il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. La Lega romagnola ha attaccato il governo. “Dargli fiducia è impossibile”, hanno detto Jacopo Morrone ed Elena Raffaelli, i quali accusano direttamente la maggioranza di fornire “ragioni infondate di mancanza di coperture economiche”. “Ho intenzione di ripresentare lo stesso emendamento tra due settimane nel decreto semplificazione”, ha detto invece altrettanto indignato il cinquestelle Marco Croatti.

 

Aggiornamento ore 16.24:

Sempre riguardo ai pertinenziali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha fatto sapere nel pomeriggio di oggi di aver parlato con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il quale gli avrebbe confermato che “è intenzione del Governo attivare un tavolo per poter riproporre la norma nel primo provvedimento utile. Alle parole però – aggiunge Gnassi - devono seguire i fatti, in tempi certi”.