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BASKET: Champions League, la Virtus debutta al PalaDozza col Neptunas

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Sono passati 10 anni dall’ultimo pallone che da Bologna rimbalzò in Europa. Le mani di Boykins a scagliare verso il cielo il possesso finale, la manciata di secondi inutili per lo Cholet, dopo il canestro e il libero a segno di Keith Langford, quanto è bastato nei due minuti conclusivi a regalare l’Eurochallenge alla Virtus. Un modo speciale per salutare, ma pur sempre un arrivederci amaro per chi nelle Coppe aveva trovato casa e l’aveva anche dominata. La Coppa Campioni vinta a Barcellona nel ‘98, la squadra di Danilovic e Savic, Rigaudeau e Nesterovic, Sconochini, Abbio e Binelli, capace di sgonfiare l’Aek Atene in finale, aprì il ciclo culminato col Grande Slam del 2001, dove la squadra con Ginobili e Jaric chiuse a gara 5 la serie col Tau. Le lotte e le botte epiche con la Fortitudo, l’idea di dominio internazionale, una storia di successi iniziata con la Coppa delle Coppe del 1990 a Firenze, Brunamonti e Richardson, la sorpresa Coldebella, che sbucò alle spalle del capitano infortunato e decise il match con gli spagnoli. Lì nacque Basketcity, disse lo stesso Brunamonti, testimoniando quanto conti l’Europa. Lo stesso ragionamento che hanno fatto oggi in Segafredo, accettando la wild card per la Champions League, che parte con questa sfida ai lituani, coincidente col debutto ufficiale dei bianconeri davanti ai propri tifosi. Intrigante, per mille motivi, compreso un avversario più avanti nella stagione, con già 5 gare e 4 vittorie nel motore, tre soli americani, tra cui Grant e Weaver già visti in Italia, giovani lituani da scoprire. Ma da scoprire, e da capire, c’è soprattutto questa nuova Virtus reduce dalla vittoria tutt’altro che facile di Trieste. Sudata, voluta, imperfetta ma preziosissima. Come il ritorno in Europa, casa naturale, ritrovata e da difendere. Lo sentono i tifosi, che invitano ad arrivare presto a palazzo, per imbastire una coreografia da grandi occasioni. Questa lo è. Magari l’inizio di ogni ragionamento, di un nuovo ciclo.