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BASKET: È cinquina per la Virtus in Champions, il Besiktas cade sul 90-94 | VIDEO

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La Coppa è di nuovo un’altra cosa. La Virtus vince anche a Istanbul, un’altra arena deserta come Lubiana, ma un altro successo pesante. Rimanendo da sola in testa alla classifica del girone D di Champions League, grazie alla prima sconfitta subita da Patrasso, ipotecando ulteriormente il passaggio del turno e soprattutto togliendosi la polvere delle ultime due sconfitte consecutive in campionato contro Cremona e Venezia.
Una gara a tutto ritmo, zero difesa da entrambe le parti, la dimostrazione che quando si gioca sul talento puro c’è un’ottima base da cui partire. Taylor e Qvale innanzitutto, l’asse play-pivot, che quando c’è, con la schiena del lungo a dare garanzie, può cambiare la vita. Il playmaker americano ne segna 21 più 3 assist, concentrando 10 punti e il meglio del repertorio nell’ultimo quarto. Il pivot cresce di condizione e ogni sua apparizione sul parquet risolve i problemi in area della Segafredo, che da lui riceve 15 punti e 9 rimbalzi di cui 5 offensivi per ribaltare il quadro sotto canestro. Se c’è una colpa, è quella di non chiuderla mai, nonostante un paio di vantaggi in doppia cifra, arrivati grazie all’ottima giornata di Aradori, altri 16 punti dopo i 22 di Venezia, un Punter scatenato dall’arco ma frenato dai falli, e una delle migliori versioni double face di Pajola. Manca la trazione difensiva, quella che l’assente Martin non potrà dare per un mese, dopo il verdetto sull’infortunio arrivato nel post partita. L’ex di Cremona soffre per una lesione muscolare di secondo grado al muscolo semimembranoso della coscia sinistra, 3-4 settimane di stop. 
Così, dall’altra parte, il santone Ivanovic col suo codone ascetico in testa, ha sempre modo di riportare l’equilibrio o quasi con Gibson, 22 punti, e Buva. Riche s’accende nel finale per provare a vincerla, ma il Besiktas fallisce ogni volta l’occasione del sorpasso. La Virtus ha bisogno di due canestri non scontati per chiuderla, prima Kravic e poi soprattutto quello di M’Baye, due che erano andati così così. Un altro buon segnale e il successo europeo che rappresenta il miglior integratore per affrontare una parte di calendario in campionato da aggredire subito, partendo da domenica al PalaDozza contro Cantù.