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BASKET: La Virtus finisce le energie, Cremona si impone 87-70 | VIDEO


Più che il ko, a bocciare la Virtus è la scarsa interpretazione. Perché a Cremona i bianconeri non danno mai l’impressione di potercela fare, sempre a inseguire, annaspando dietro al ritmo della squadra di Sacchetti, incapaci di imporre il proprio e di trovare continuità. Caduta subito a – 8, quindi a -11 nei primi cinque minuti del terzo quarto, la banda di Sacripanti rientra fino al -2 del 29 esimo, ultimo segnale di vita. Poi, un attacco mai fluido, s’inceppa definitivamente, perde palloni mai persi in stagione, 16 in tutto contro le scarse 11 della media precedente, alcune delle quali oltre il limite della sciatteria. Un film già visto all’andata, compresa la pesante lezione finale che consegna alla Vanoli il 2-0 nello scontro diretto e un più 4 in classifica, rimandando ancora una volta i sogni di gloria bianconeri. I padroni di casa giocano la loro partita preferita, mandano 6 uomini in doppia cifra e la vincono, come all’andata, con i 10 rimbalzi più 14 punti di Mathiang, alla fine vincitore del duello con Moreira, che ha provato almeno a pareggiare con 16+6. Non è bastato e a far pendere la bilancia, oltre a un diverso livello d’intensità, ci sono state le triple, 3, di Ruzzier, condite da 4 assist, meglio perfino del titolare Diener e soprattutto di Taylor, di nuovo finito presto fuori dal match per colpa dei falli e stavolta senza riuscire a riabilitarsi. Anzi, nell’occasione il play lascia l’auto senza guida e nemmeno il pilota automatico, costringendo Punter, il migliore, con 18 punti e 6/6 da due, a inventare in proprio. Al di là di tutto, sorprendentemente in uno dei momenti cruciali della stagione, manca l’energia. Si vede dalla trascinata interpretazione di Martin, insolitamente senza adrenalina e nemmeno veleno da ex. La fatica con Patrasso può essere una spiegazione ma non un alibi. Ora Milano e la Copa italia, giovedì per provare a riscattare l’orgoglio e mettere tutto ciò che non s’è visto a Cremona. Poi la sosta, prima di giocarsi tutta la stagione nei due mesi successivi.