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CALCIO: Tanti dubbi del Bologna sulla ricerca del sostituto di Pulgar | VIDEO


Il tempo passa, la situazione non è ancora allarmante ma qualche tifoso inizia un po' a mugugnare. Sì, perchè alla resa dei conti (nonostanti i forti investimenti sin qui effettuati) il Bologna che si avvicina al debutto ufficiale della nuova stagione (previsto per domenica sera a Pisa in Coppa Italia) nulla avrà in più nel proprio, presumibile undici titolare dovendo addirittura trovare gli adeguati sostituti di Pulgar e Lyanco, pedine indispensabili nel gruppo autore della grande cavalcata del girone di ritorno dell'ultimocampionato. Meno due, quindi, con tutto il rispetto per Denswil, Tomiyasu e Schouten (tra l'altro ai box) con i quali (al momento) si può dire che certe falle si provano a tappare ma nulla più. Non si tratta di emergenza, ma il tempo scorre e le amichevoli effettuate hanno certamente evidenziato buone cose (una su tutte, lo spirito combattivo del gruppo) ma anche, innegabilmente, unevidente fragilità e diverse cose da sistemare tra linea arretrata e reparto mediano. Per studiare nuovi meccanismi, però, oltre alle idee servono anche gli uomini. Lo stesso Emilio De Leo lo ha fatto capire a chiari termini nel post gara di San Marino, dove il Bologna è stato superato dal Villareal segnando sì tre reti ma incassandone anche quattro. Il Club rossoblu, al momento, pare non essere prossimo ad accelerare la chiusura di una delle tante trattative aperte e tornando con la memoria ad un passato neanche troppo remoto, va ricordato come il Bologna sdia riuscito a centrare colpi rivelatisi poi decisivi nelle ultimissime curve della sessione estiva del calciomercato.  Gilardino, nel 2012, fu acchiappato per la coda all’ultimo valzer del mercato e con i suoi 13 gol contribuì a garantire a Pioli una salvezza senza patemi. Non meno forieri di salvifica gloria sono stati, giusto per pescare nella serie A dell’era Saputo, gli ingaggi all'ultimo tuffo di Giaccherini, Palacio e Danilo, tutte pedine chiave che saltarono a piè pari la fase del rodaggio e si rivelarono subito decisive. Questo per dire che, pur doverosamente sottolineato il problema, la storia insegna che non è detto che ci si debba necessariamente fasciare la testa se la voragine che in mezzo al campo si è aperta con la partenza di Pulgar ancora non sia stata colmata. Lo stato dell’arte rossoblù è sotto gli occhi di tutti. Il debutto in Coppa Italia di domenica a Pisa è dietro l’angolo, ma nel cuore nevralgico del 4-2-3-1, anche al netto dei recuperi imminenti di Dzemaili e Schouten, c’è almeno una casella strategica da riempire. Ballano i soliti nomi, da Dominguez a Hendrix, anche se è probabile che verranno scavalcati da un profilo di centrocampista che abbia più le caratteristiche di interditore che di costruttore di gioco. Sulla cui presenza tra undici giorni a Verona al debutto in campionato, però, non saremmo pronti a scommettere.