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CALCIO: Tifosi del Bologna divisi su Donadoni, spuntano due striscioni | VIDEO


Fra i tanti salotti da dibattito cittadino, quello riguardante gli allenatori è di certo il più densamente popolato. In merito a Roberto Donadoni, le posizioni si sono dichiaratamente palesate nelle ultime ore, generando una sorta di frattura di non semplice lettura (oggi) sia tra i tifosi rossoblù, sia per i vertici dirigenziali del club. E se non c'è dubbio che le dichiarazioni pre Sampdoria dello stesso Donadoni (con annessa offerta di biglietto pagato per Real o Barcellona verso chi reclama un calcio spettacolo) siano state la miccia esplosiva per i gruppi della curva Bulgarelli, lo è altrettanto che le stesse dichiarazioni siano state considerato il più valido dei pretesti, invece, per chi ha appeso questa mattina uno striscione dal tenore completamente opposto rispetto a quello di contestazione rimosso nella giornata di ieri. Donadoni ci stai stretto, ora pagaci il biglietto. Donadoni vai avanti, con te siamo in tanti. Mai, nella recente storia del Bologna, una cospicua frangia del suo popolo aveva manifestato giudizi e opinioni così dissimili.
Da un lato, il tecnico viene additato di risultati inferiori alle possibilità della rosa, di non valorizzare i giocatori, di giocare male e sprecare i soldi di Saputo. Ci fosse qualcos’altro di cui accusarlo, certamente verrebbe utilizzato. Nessuno può contestarne la competenza e la carriera, più semplicemente pare un tipo di allenatore inadatto ai programmi del Bologna club e della Bologna città di oggi. Perché quello che a Bologna preme più di tutto, più ancora di vincere, è partecipare, nel senso di inclusione alla vita della squadra, di protagonismo nel dibattito sportivo. Sul fronte opposto, si trovano coloro che ricordano dove si trovasse il Bologna fino a pochi anni fa (sempre in bilico tra esistenza e permanenza nella massima categoria), cosa fortunatamente non più d'attualità. E che invitano a ragionare non solo sul futuro in base alla solidità economica del patron, ma anche sulla tranquillità ritrovata rispetto alle recenti sofferenze e ad accontentarsi di una squadra che (con questo allenatore) non si è mai trovata a rischiare una nuova retrocessione.
Alla resa dei conti, l'allenatore che vince va sempre bene, altrimenti deve saper fare altro. Sviluppare un’idea, il senso di orgoglio, alimentare un sogno, rendere la città parte di un’emozione. Far immaginare che il domani sarà migliore dell’oggi. È chiaro che Bologna è stata abituata bene e oggi ha fame di protagonismo: appena torna a sentirne il profumo, l’asticella si alza. E la gente si divide.