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SPORT: Sull'onda delle Olimpiadi, le discipline di base chiedono riforme
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SPORT: Sull'onda delle Olimpiadi, le discipline di base chiedono riforme


L’Italia ha chiuso le Olimpiadi con 40 medaglie, dieci ori, dieci argenti e venti bronzi che pesano ancora di più se si contano i 17 mesi di lockdown per lo sport che hanno preceduto i Giochi di Tokyo, rinviati di un anno per la pandemia. C’è la determinazione di ogni singolo atleta e il lavoro che con loro hanno fatto le società sportive e le federazioni che spente le luci di Tokyo torneranno a lavorare a testa bassa per Parigi 2024, perché senza Olimpiadi gli altri sport tornano nel cono d’ombra del calcio. Ma queste Olimpiadi, più di altre, hanno acceso i riflettori sull’importanza dello sport di base, quello dove gli olimpionici di oggi hanno mosso i primi passi.

Nel trionfo azzurro c’è un po’ di Bologna, la prima medaglia per l’Italia è stato l’argento di Luigi Samele nella sciabola, atleta della Virtus Scherma, l’ultima è stato il bronzo della nazionale di ginnastica ritmica con Martina Santandrea di San Pietro in Casale tra le farafalle azzurre.

(Foto Colombo/Fidal)