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RIMINI: Omicidio Niang, crescono i sospetti su coppia di cugini arrestati | VIDEO Cronaca

RIMINI: Omicidio Niang, crescono i sospetti su coppia di cugini arrestati | VIDEO

Tornano ad alimentarsi i sospetti sulla coppia di cugini albanesi, di 21 e 28 anni, arrestati mercoledì scorso a Rimini per possesso illegale di arma da fuoco. Il fermo era avvenuto poco distante dal luogo del ritrovamento del cadavere di Makha Niang, il 27enne freddato con due spari la notte prima. Le prime indagini avevano mostrato una incompatibilità tra la pistola che ucciso il giovane lavapiatti e quella dei due arrestati. Ma cinque parole carpite da una conversazione di questi ultimi li hanno fatti ripiombare al centro dell’indagine. “Non dire niente dell’omicidio”, è quanto avrebbe detto uno dei due cugini all’altro dopo l’arresto. Un testimone avrebbe poi visto mercoledì notte, nel luogo dell’omicidio, un suv analogo a quello guidato il giorno dopo dai due soggetti. Per quanto riguarda il movente, si guarda al cellulare della vittima, che nei minuti prima di essere stato ucciso aveva chiamato più volte una donna, una prostituta, che avrebbe incontrato ripetutamente. Una delle ipotesi è che l’assassinio fosse la punizione per quella relazione. Ancora nessuna certezza. Ma le prossime ore potrebbero essere determinanti e portare ad almeno un arresto per omicidio. Intanto la famiglia di Makha Niang ringrazia Rimini per la vicinanza che le sta dimostrando in queste ore, e tutta la comunità senegalese locale chiede giustizia.


RAVENNA: Minaccia personale del pronto soccorso per essere curato, arrestato Cronaca

RAVENNA: Minaccia personale del pronto soccorso per essere curato, arrestato

Si è presentato in pronto soccorso a Ravenna venerdì sera, presumibilmente ubriaco e con una ferita all’orecchio, chiedendo con insistenza di essere curato. Il protagonista della vicenda è un 34enne disoccupato e di origini tunisine. Dopo le prime scenate è intervenuta una guardia giurata e in seguito i carabinieri. Ma nel corso della serata, l’uomo si sarebbe scaldato nuovamente con minacce e spintonate all’indirizzo del personale sanitario. Così è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Il pm ha disposto gli arresti domiciliare in attesa del processo. Il 34enne ha dei precedenti penali di varia natura ed è uscito da poco dal carcere.


RICCIONE: Giovane travolto da un treno in corsa, estratto vivo dalle rotaie | VIDEO Cronaca

RICCIONE: Giovane travolto da un treno in corsa, estratto vivo dalle rotaie | VIDEO

Ha tentato di attraversare i binari della stazione mentre stava arrivando un convoglio. Per questo è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena un 28enne che, questa mattina, è stato travolto da un treno che stava transitando in quel momento presso la fermata della Perla Verde, nella zona di Riccione. Ancora non si conoscono le precise dinamiche dell’incidente. Il macchinista, dopo aver notato il giovane sulla sua rotta di collisione, ha tentato una frenata d’emergenza. Nonostante questo il 28enne è stata centrato in pieno e trascinato per diversi metri. Subito è scattato l’allarme verso il 118 e i vigili del fuoco che, appena giunti sul posto, hanno provveduto ad estrarre la vittima, rimasta incastrata tra i vagoni ma incredibilmente ancora viva, anche se in gravissime condizioni. Sul posto sono intervenuti in seguito i carabinieri e la polizia ferroviaria per i rilievi del caso.


RAVENNA: “Impossibile attribuire le impronte”, la difesa di Cagnoni schiera i periti | VIDEO Cronaca

RAVENNA: “Impossibile attribuire le impronte”, la difesa di Cagnoni schiera i periti | VIDEO

La difesa di Matteo Cagnoni prova a minare l’impianto accusatorio nel processo che lo vede imputato per l’uccisione della moglie Giulia. Nell’udienza di venerdì diversi periti sono scesi in campo per contraddire quanto affermato dall’accusa, soprattutto in merito alle impronte trovate nella villa del delitto.   Le impronte trovate sulla scena del delitto non appartengono a Matteo Cagnoni. Questo è quanto sostengono i consulenti della difesa del dermatologo imputato nel processo per l’uccisione della moglie Giulia Ballestri. L’obiettivo è scardinare l’impianto accusatorio, che sulle impronte digitali trovate nel frigo e sul muro della casa di via Genocchi a Ravenna vede una delle prove principali per inchiodare il dermatologo. Secondo il perito dattiloscopico chiamato dal difensore Trombini, i punti trovati sulle tracce palmari sarebbero solo 10, un numero insufficiente per essere attribuite a chiunque, compreso Cagnoni. Questa conclusione contraddice quella raggiunta dagli esami della Scientifica e degli altri periti, che avrebbero invece trovato più corrispondenze. Il punto è proprio questo: il tecnico della difesa sostiene che il metodo utilizzato in precedenza per definire i punti di contatto sia errata. Anche per le tracce lasciate dalle scarpe le corrispondenze sarebbero troppo poche per individuarne senza dubbi il proprietario. Ma c’è di più: sotto le unghie della donna sarebbe stato trovato dna in abbondanza, appartenente però ad una terza persona. La 39enne avrebbe cercato strenuamente di difendersi, l’aggressore avrebbe anche tentato di soffocarla stringendole le mani al collo. A colpi di periti il processo per l’efferato delitto sta arrivando alla sua conclusione, entro giugno è attesa la sentenza.


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