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RIMINI: Omicidio Niang, si indaga sull’ipotesi di odio razziale | VIDEO Cronaca

RIMINI: Omicidio Niang, si indaga sull’ipotesi di odio razziale | VIDEO

Rimane avvolta nel mistero l’uccisione di Makha Niang, il lavapiatti 27enne, freddato con due colpi di pistola a Rimini la notte tra martedì e mercoledì scorsi. E non si esclude l’ipotesi di odio razziale come movente. Il giovane senegalese sarebbe stato ucciso mentre se ne stava seduto su di una panchina della Passeggiata degli Artisti, nel quartiere di San Giuliano, lungo il fiume Marecchia. In base ai risultati dell’autopsia, un proiettile ha spezzato la caviglia destra del ragazzo, mentre il secondo, quello letale, ha centrato il cuore provocandogli una emorragia interna che lo ha ucciso in pochi istanti. Un elemento determinante per le indagini potrebbe essere il video di una telecamera della zona, che avrebbe ripreso la scena. Sulla sua analisi si attendono aggiornamenti. Nella giornata di giovedì sono stati arrestati a poca distanza dalla scena del crimine due giovani di nazionalità albanese, di 22 e 28 anni, per porto illegale di arma da sparo. Ma la loro pistola non è compatibile con quella dell’omicidio di Makha Niang. E dunque il collegamento tra i due fatti pare al momento infondato. L’amministrazione comunale e la comunità senegalese di Rimini chiedono che si faccia chiarezza al più presto. Sul delitto di San Giuliano grava l’ombra degli spari di Macerata e di Firenze. Ma prima di parlare di odio razziale si attendono ulteriori dettagli dagli investigatori.


RAVENNA: Tragedia al casello, spunta l’ipotesi dell’attacco epilettico | VIDEO Cronaca

RAVENNA: Tragedia al casello, spunta l’ipotesi dell’attacco epilettico | VIDEO

A causare l’incidente non sarebbe stato il sonno ma una crisi epilettica. E’ questa la tesi sostenuta dalla difesa del 23 enne marchigiano, che il 15 agosto di ormai tre anni fa piombò, con la sua automobile contro ad un’altra vettura che si trovava all’imbocco del casello della A 14 bis, nel Ravennate, causando la morte di due persone. Il bilancio di quello scontro fu drammatico, morirono un uomo di 56 anni e il figlio di 19, mentre la moglie riportò gravi lesioni. Il risarcimento da parte delle assicurazioni verso i familiari delle vittime è già avvenuto, ma ciò che ora è in corso è il procedimento penale. Il giovane deve rispondere di omicidio colposo plurimo aggravato e giovedì durante l’udienza, la difesa ha fatto leva su un precedente attacco epilettico che ha colpito il ragazzo alcuni anni prima, sostenendo che potrebbe proprio essere questo ad aver causato la perdita del controllo del veicolo e il conseguente schianto. Le ragioni esposte dal difensore però non convincono l’accusa, rappresentata dal procuratore capo Mancini, che viste la testimonianze ha sempre pensato al colpo di sonno. Nei racconti dell’imputato, salta all’occhio come lui, e il passeggero al suo fianco, amico con il quale era in vacanza in Romagna, si siano fermati a riposare poche ore in una piazzola di sosta, tra una serata in discoteca e una tappa a Mirabilandia, nonostante il 23enne abbia sempre dichiarato che non si sentiva stanco. Una vicenda questa che nonostante gli anni trascorsi vede ancora alcuni punti oscuri e sulla quale non è ancora stata messa la parola fine.


RAVENNA: Polizia municipale, l’obbiettivo è arrivare a 200 agenti Attualità

RAVENNA: Polizia municipale, l’obbiettivo è arrivare a 200 agenti

In occasione dei festeggiamenti per i 145 anni dalla nascita della polizia municipale di Ravenna è arrivato l’annuncio di un incremento dei componenti dell’attuale organico. L’obbiettivo è quello di passare da 175 a 200 agenti. Ciò che ha precisato il prefetto Russo, presente alla cerimonia, è che la polizia locale svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza, coordinandosi con le altre forze dell’ordine. A confermarlo sono anche i dati riguardanti il 2017, che ha visto oltre 15 mila telefonate indirizzate al comando della città. Oltre a un incremento del personale si è parlato anche di un aumento dei mezzi in dotazione, con l’arrivo di tre nuovi quad.


BOLOGNA: False fideiussioni, ai domiciliari finisce la mente di una nota organizzazione Cronaca

BOLOGNA: False fideiussioni, ai domiciliari finisce la mente di una nota organizzazione

Dopo due anni di indagini, la Guardia di Finanza di Bologna ha arrestato la persona ritenuta 'la mente' di un'associazione per delinquere finalizzata all'emissione di false fideiussioni, rilasciate a prezzi vantaggiosi ma senza le coperture finanziarie. E' Claudio De Angelis, 45enne di Latina residente a Cassino (Frosinone), secondo le Fiamme Gialle amministratore di fatto del 'Consorzio Italia Fidi bolognese', con sede in via Caprarie a Bologna, ma operante su tutto il territorio nazionale attraverso una fitta rete di broker.  Risponde di bancarotta fraudolenta, esercizio abusivo di attività finanziaria e omesse dichiarazioni ed è ai domiciliari. A quanto risulta non aveva ufficialmente cariche di rilievo nel Consorzio, ma per i finanzieri ne era in realtà il 'dominus'. I militari hanno proceduto al 'blocco' di tutti i rapporti bancari intestati al 45enne e delle relative proprietà immobiliari e mobiliari (tra cui una barca da 10 metri ormeggiata nel porto di Gaeta), per circa 500mila euro. Il provvedimento è stato firmato dal Gip Alberto Gamberini e chiesto dal Pm Marco Forte che ha coordinato l'indagine 'Carta straccia', così chiamata perché le polizze stipulate dalle vittime non avrebbero avuto in realtà alcun valore. Con l'arresto di De Angelis e il sequestro dei beni nella sua disponibilità, spiega una nota della Finanza bolognese, è stato definitivamente smantellato il sodalizio criminale che, in tre anni di operatività era riuscito a piazzare sul mercato false polizze fideiussorie per circa 20 milioni di euro in danno di soggetti privati ed enti pubblici.  Le indagini svolte dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria hanno permesso di ricostruire il modus operandi dell'organizzazione, che prevedeva l'individuazione dei potenziali clienti con pubblicità sul web o attraverso una rete di broker compiacenti. Alle 'vittime' venivano offerte garanzie fideiussorie a prezzi molto vantaggiosi (circa il 50-60% in meno di quelli di mercato), salvo poi scoprire che le polizze di garanzia stipulate non erano altro che 'carta straccia', riportando gravi danni economici quando si sono trovati di fronte all'impossibilità di escutere la fideiussione sottoscritta.  Fra il 2016 e il 2017 i finanzieri avevano già denunciato 41 broker, a vario titolo coinvolti nell'attività illecita e colpevoli di aver indirizzato la loro clientela verso il consorzio. Nei mesi scorsi era finito ai domiciliari anche l'amministratore di diritto del Consorzio, il napoletano Francesco Marino, 59 anni, rintracciato dopo 6 mesi di ricerche.


BOLOGNA: Bimbo precipita dal terzo piano, denunciata la madre Cronaca

BOLOGNA: Bimbo precipita dal terzo piano, denunciata la madre

Un bambino di quattro anni è caduto ieri dal terzo piano della propria abitazione nel quartiere Bolognina di Bologna. Il piccolo, secondo una prima ricostruzione, si trovava da solo in casa perché la madre, trentatreenne tunisina, era andata a prendere i tre fratellini appena usciti da scuola, mentre il padre si trovava fuori città per lavoro. Caduto dal balcone dopo aver scavalcato la ringhiera, il bimbo è precipitato da un'altezza di dieci metri, atterrando sul parabrezza di un'automobile, che ha attutito la caduta. Il bambino, che non avrebbe mai perso conoscenza, è stato immediatamente soccorso e trasportato al Maggiore, dov'è ricoverato, fuori opericolo, con qualche contusione. La madre è stata denunciata per abbandono di minore.


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